END of SUMMER
Paolo Cantù : Chitarra
Xabier Iriondo : Chitarra
Mattia Coletti : Chitarra
Alessandro Calbucci : Batteria

CD ame01
4 Trax
20 Minutes
Mp3: 1st Track
Blow Up
Massimiliano Busti
Dall' incontro fra i due membri dei SEDIA ( MATTIA COLETTI , ALESSANDRO
CALBUCCI) e i due UNCODE DUELLO (XABIER IRIONDO , PAOLO CANTU') scaturisce
questo nuovo progetto che porta il nome di END OF SUMMER, ancora una volta
dedita all' esplorazione della zona d' ombra che separa il rock dall' improvvisazione.
La musica è frutto di un' intesa ormai sperimentata da tempo, le cui origini,
risalgono ad alcune collaborazioni documentate negli ultimi 2 anni dalla
WALLACERECORDS,mostrando come il micro collettivo che ruota attorno alle
ceneri degli A SHORT APNEA abbia raggiunto un' invidiabile maturità nell'
integrare passaggi di violentissimo suono free con elementi acustici e live
elettronics. In END OF SUMMER siamo difronte ad un ulteriore esempio di
come questo gruppo di musicisti sia ormai una delle realtà piu' interessanti
dell' avant- rock internazionale. C' è solo il rischio che questa perfetta
sintonia non si trasformi in una sorte di "scrittura automatica"una non
formula compositiva che si possa tradurre in una serie infinta di produzioni
sin troppo simili tra loro
Sands Zine
Alfredo Rastelli
Per cominciare, la neonata AME records di Ancona, etichetta distribuita
dalla Wallace e fondata da Mattia Coletti, membro di Sedia, FromHands, Polvere
(nonché autore di svariate altre collaborazioni; in merito alle scorribande
di Mattia Coletti leggere l’articolo dell’Eletto su sands-zine) e adesso
di End Of Summer, trio di chitarre con l’aggiunta di table guitar live electronics,
un clarino, una fisarmonica e una batteria. Della partita ci sono, oltre
Mattia Coletti, il compagno di ventura Alessandro Calbucci (anch’egli con
Sedia, FromHands e dio solo sa cos’altro), Paolo Cantù e Xabier Iriondo
(ok, penso che ricordare tutti i progetti in cui i due sono stati e sono
tutt’ora coinvolti sia superfluo per i lettori di questa webzine). Sono
musicisti in grado di fare tutto e il contrario di tutto: rinvigorire i
fasti now wave di You Fantastic! e Yona Kit (track1) e delle strutture sghemb
e del rock Chicagoano (track6, ambiti già esplorati da Cantù e Iriondo con
gli indimenticati Six Minute War Madness), scandagliare i meandri dell’avanguardia
(track2), prodursi in digressioni folk elettriche alla Mazzaccane Connors
/ San Agustin (track3) o in una colata lavica di thisheatiana memoria (track4).
È questo un disco che sarebbe riduttivo pubblicizzare come piccolo compendio
musicale dell’arte dei quattro; pur essendo ben rintracciabili alcuni dei
loro progetti, la qualità di questi artisti fa sempre sì che il risultato
non sia ma matematica somma delle loro caratteristiche ma il loro prodotto.
SentireAscoltare
Stefano Pifferi
Confezione elegantemente spartana e tracce senza titoli per questo
ennesimo progetto che vede coinvolti alcuni tra i più prolifici musicisti
out-rock italiani. Due Sedia + due Uncode Duello che tengono a battesimo
la Ame Records, nuova entità di Mattia Coletti che si propone di promuovere
musiche sperimentali e improvvisate. Musica convulsa, etimologicamente now-wave,
strutturalmente avanguardistica e frammentata, quella degli End Of Summer
è musica per i pochi eletti che si avventurano nella terra di confine tra
rock e sperimentazione. Rigurgiti avant (Traccia 2) si fondono con singhiozzi
now-wave (Traccia 1), desertificazioni folk-blues con reminiscenze Madrigali
Magri (il quasi cantato di Traccia 3) fanno il paio con le cascate ultra
noise di Traccia 4, effluvi vagamente spacey di Traccia 5 anticipano le
intermittenze prima spettrali, poi esplosive di Traccia 6. Il risultato
è come una versione avant dei Sedia o dei Six Minute War Madness cresciuti
alla Knitting Factory, o ancora, come se gli A Short Apnea ritornassero
in vita come zombi di se stessi. Ma questi esempi non siano fuorvianti;
End Of Summer vive e brilla di luce propria con quel suo procedere per sottrazione,
quasi per negazione verrebbe da dire, che ne fa un disco ostico come solo
i dischi veramente avanti sanno essere, ma profondamente e ostinatamente
rock. Se questa è la fine dell’estate, beh, non resta che attendere i preziosi
frutti dell’inverno prossimo venturo targati AME.