the GLIDING CLERKS

Mirko Spino : Guitar, Bass
Fabio Magistrali : Drum, Voice


CD ame01
5 Trax
25 Minutes
Mp3: Ludovico Massa, il Militina, una piccola folla di me stessi

Blow Up
Massimiliano Busti
Quello che non ti aspetti. Che FABIOMAGISTRALI, ex A SHORT APNEA, dedicatosi negli ultimim anni all' attività di produttore e tecnico, ritorni sulle scene con un progetto in cui oltre alla batteria suoni la table guitar e soprattutto tiri fuori una voce acida e strozzata che pare un' incrocio tra JEFFREY LEE PIERCE , e ARRINGTON DE DYONISIO. Che MIRKO SPINO, grafico nonchè curatore di una delle etichette piu 'interessanti che attualmente ci siano in circolazione ( la WALLACERECORDS) , si presenti qui in veste di chitarrista- bassista grezzo e disarmonico come un qualsisi lestofante che dà il peggio di sè su un qualsivoglia disco della KRECORDS. Dall' anomalo incontro fra i due scaturisce una musica ruvida che procede per negazioni, fra il blues domestico stracolmo di ruggine e paranoia dell' iniziale (at home, with mom again) , lo psycho billy catatonico che esala l' ultimo respiro in (landind in black),o il feedback incontrollato di (just a bit out of body). Una sorpresa, quella dei GLIDING CLERKS :speriamo che il progetto abbia una sua continuità e non sia destinato a rimanere storia a se, frutto di una ,mezz' ora di ordinaria follia

Freak Out
Vittorio Lannutti
Sembra che quel piccolo genio/artigiano di Mattia Coletti, abbia preso la passione per la musica, più come una missione, che come un hobby. Già chitarrista degli ottimi Sedia e collaboratore di vari progetti di Xabier Iriondo, adesso ha deciso anche di aprire una sua etichetta, distribuita da quella Wallace che gli ha prodotto tutti i suoi lavori. Tuttavia, il legame con la Wallace è così solido che ad esordire sulla Ame sono proprio Mirko Spino, factotum e proprietario della Wallace e Fabio Magistrali, il produttore italiano più underground e che è a stretto contatto proprio con la Wallace, dunque anche produttore di entrambi i cd di Sedia. I due hanno deciso di unirsi in questo progetto denominato The Gliding clerks e dividendosi rispettivamente, il primo al basso e alla chitarra ed il secondo alla batteria e alla voce danno sfogo, in poco meno di mezz’ora ed in cinque brani, ad improvvisazioni tanto geniali, quanto strampalate e libere, proprio come si addice a due personaggi del loro calibro. Noise, free-jazz, lamenti tra Captain Beefheart ed il Tom Waits di “Bone Machine” sono l’humus di questo Cd. A volte ossessivi, altre minimali il duo sembra non avere alcune regole predefinita, se non la loro pura ed essenziale libertà. Inevitabile, quando si tratta di due agitatori cultural-musicali come i due in questione.

Chain DLK
Andrea Ferraris

Changai surprise! AME put out the collaborational effort between Mirko from Wallace records and Paolo Magistrali, the most famous sound italian independent engineer (and ex member of departed A Short Apnea). Be it that I was expecting something like a total joke the result instead it's fucking serious, this' crippled rocknrolla-punk that owes so much to skin Graft that I could see all the demented people pictured on Camp Skin Graft dancing excited to the beat of The Gliding Clerks. In the most of the cases it's a straight beat with that scary/effeminate vocals a la Brainiac or a la Lake of Dracula who's prominent bass seems to be revived fro this special occasion. Drunk music for drunk people?...or drunk music and drunk people? You're free to choose what you prefer but it remains music for a freak show. Odd release but its rock essence makes it almost digestible above all if you were into Skin Graft and if you're into Load. This mini cd is a really good "let's wreck the party" attempt, I ask myself if the duo can also kick ass on a long release but honestly it's been a good surprise. If this recording was a Rorschach test they'd probably would be filed as schizoid subjects

Rumore
Gabriele Barone

L'Ame Records è la neonata etichetta di Mattia Coletti (Sedia, Polvere), una costola della più nota Wallace. Come quest'ultima, si fa promotrice di realtà artistico-musicali animate dalla sperimentazione e dalla libertà creativa, dal rifiuto di qualunque presupposto di natura commerciale. Ne è prova abbastanza eloquente l'esordio discografico dei Gliding Clerks, duo chitarra-batteria formato da Fabio Magistrali (batteria e voce) e Mirko Spino (chitarra e basso), due delle menti più creative dell'underground italiano. I Gliding Clerks si muovono in un territorio musicalmente abbastanza eterogeneo (che spazia dal noise al post rock, dal free jazz al dub, dal minimalismo al rumorismo puro), mutuando dai modelli più disparati (Tom Waits, Captain Beefheart, Old Time Relijun, Calvin Johnson, Jon Spencer, Shellac, One Dimensional Man) i propri ambiti di riferimento. Cinque episodi in bilico tra sperimentalismi sonori e brusche sterzate rock'n'roll (At Home with Mom Again). Interessanti.

Sands Zine
Alfredo Rastelli

All’eterodossia di End Of Summer si contrappone l’unità di intenti del duo Gliding Clerks, atipici impiegati (della musica e non) che passano al rullo la formula rock donandole nuova linfa. Artefici sono forse i due nomi che più si identificano con la Wallace records: Mirko Spino ovviamente, deus ex-machina dell’etichetta (qui, a quanto mi r icordo, alla sua prima uscita ufficiale, dopo il remix dei R.U.N.I.) e Fabio Magistrali, produttore di un bel po’ di dischi marchiati dalla faccia da schiaffi del boss negro di tarantiniana memoria. Di Magistrali sapevamo già, ma Mirko Spino è una vera sorpresa (nonostante non si possa dire con certezza chi suoni cosa); i due mettono sul piatto batteria, table guitar, basso, chitarra e voce per un groviglio di suoni ed emozioni che vanno dai primi Royal Trux (Ludovico Massa, il militina, una piccola folla di me stessi ), alla no-wave (at home (with mom again)), dalla new wave del Pop Group (just a tort out of body) al rock’n roll puro e danzereccio di Cramps, passando tra il bellissimo climax di landed in back fino alla conclusiva e risolutiva 2001: floating in space (Mark Stewart & Maffia spogliati del digitale). Due esordi col botto.

SentireAscoltare
Stefano Pifferi

Progetto atipico di due tra i più interessanti personaggi del panorama italiano, Gliding Clerks mostra meraviglie nascoste dei due loschi figuri in questione. Di Fabio Magistrali si sapeva ormai quasi tutto, tranne che fosse in grado di tirar fuori una tale voce malata e tossicomane; di Mirko Spino invece avevamo apprezzato finora la capacità come talent scout della scena out-rock italiana con la sua Wallace. Con questo progetto (fortunatamente non estemporaneo, come riportato nelle note di copertina), i due inaugurano la Brown Series del catalogo AME Records, neonata etichetta vicina alla musica di ricerca di cui è titolare Mattia Coletti (Sedia, Polvere, End Of Summer e mille altre cose ancora). La proposta dei due è molto più rock del solito. Il duo tritura con nonchalance i canoni del rock passando con la leggerezza del campione dalla wave in tutte le forme (new, no, now, ecc.) al r’n’r più abrasivo e dissonante. Se l’iniziale At Home (With Mom Again), con il suo tribalismo animale e la ricerca timbrica sembra rievocare lo spettro del noise alla Caspar Brotzmann Massaker di Home, il blues strascicato e maleodorante di Ludovico Massa, Il Militino, Una Piccola Folla Di Me Stessi mette in mostra un Magistrali inedito con quella sua voce alla Jeffrey Lee Pierce schizoide. Ma il resto di questo breve album non è da meno col suo triturare tutto ciò che di buono il rock nelle sue varie accezioni ha tirato fuori negli ultimi 20 anni. Tra reminiscenze Pere Ubu e convulsioni Pop Group, scarti psyco-noise e dilatazioni free rock si giunge al climax rappresentato dalla conclusiva 2001: Floating In Spaces, in cui i nostri dilatano la proposta fino a far fluttuare l’ascoltatore in una lunga suite etimologicamente post-rock. L’unica pecca è la breve durata, che giriamo però a favore del duo come una sorta di appetitoso aperitivo in previsione di ulteriori - e si spera più corpose - uscite.