R.U.N.I.
Members Fabio Bielli Guitar, Alessandro Ruppen Bass,
Daniele Malavasi Drums, Roberto Rizzo Voice/Keyboard
Links www.runi.it,
www.myspace.com/runimusic
Write runiruni@gmail.com
Interviews Blow Up,
Freak Out 1,
Freak Out 2, Il
Mucchio Selvaggio, Kathodik,
Music Boom, Radio
Popolare Verona, Rocksound,
Rumori, Succo
Acido
Italian Li abbiamo sempre definiti idioti, ma evidentemente i R.U.N.I. sanno bene come muoversi nel difficile mondo della musica e dell' industria discografica. Dopo 14 di attività testimoniati da 2 album, un miniCD, un remix ed uno split, eccoli di nuovo in perfetta forma dopo ben 5 anni dall'osannato "Ipercapnia in Capannone K".
5 anni che sono serviti al gruppo per riflettere sul proprio modo di comporre e sul proprio suono, portandoli laddove nessuno si sarebbe mai immaginato. In "Fula Fula Fular", che già nell'ambizioso titolo evoca il contenuto dell'album, i quattro lombardi ci fanno dimenticare il loro passato ”pop
ed anti-pop come solo i R.U.N.I. sanno fare” (citando un illustre giornalista a proposito dei premi raccolti da "Il Cucchiaio Infernale") per regalrci questo nuovo prodigio a base di un cosmic-postrock artico ed etereo.
Invece di rincorrere facili melodie che entrano subito in testa, già nell’iniziale “La Marcia della Merce Marcia” si possono apprezzare i nuovi R.U.N.I.: minimalismo chitarristico dalle fragili cartilagini, impalpabili loop che creano impalcature sonore minime ma compiute. Il dimenticato gusto per il non-sense lascia spazio ad una voce appena sussurata, come nell’epica “Se Vuoi Essere un Bassista”. Ma se i R.U.N.I. sembrano aver superato il loro ingombrante passato, non hanno certo dimenticato coloro che hanno inventato e reso celebre la scena dell’isolazionismo dell’est milanese, omaggiando gli Anticlockwise nella lunga suite lynchiana di “Guerriero Polacco”. Chiude il disco “Ti piace l’Upupa?” un brano dalle trame complesse, evanescenti divagazioni ambientali che rappresentano forse la distanza massima, evidentemente intenzionale, dal giovanile ed acerbo spirito rock ‘n roll degli esordi
Questa determinazione nel voler sconvolgere coloro che consideravano i R.U.N.I. un gruppo fermo sulle proprie convinzioni artistiche potrebbe anche apparire pretenzio so, complice la pubblicazione del disco solo in formato vinilico da 10”, ma è solo un processo naturale che forse domani li porterà verso i lidi della contemporanea, della musica “colta”, quella vera.
Basta con le parole, continua il conto alla rovescia dei R.U.N.I.: 6...5...4...3...