Interview by Freak Out
A Short Apnea. Un piccola immersione in percorsi musicali tortuosi e affascinanti sulla spola della sette corde di xabier, chitarrista degli afterhours. Nati da una costola dei six minute war madness, altro side project dell'eclettico ed infaticabile xabier, i nostri si inoltrano in quei territori che oggi è 'bello' definire "post", spaziando da certo cantautorismo crepuscolare alla drake fino ad arrivare ai sound di canterbury senza tralasciare frequenti puntatine in zone'krautiche'. Una band coraggiosa e vogliosa di esprimersi, come ci spiegano xabier e l'altra chitarra paolo cantù.
Prima i six minute war madness, poi gli a short apnea. Due progetti paralleli
e sostanzialmente distanti dagli afterhours. Voglia di sperimentare, insoddisfazioni
latenti o semplicemente il tuo modo di esprimerti?
Xabier: ho iniziato a suonare negli afterhours nel '92, anno nel quale sono
nati i smwm, non credo quindi che la spinta mi sia venuta da "qualche
insoddisfazione latente", ma forse semplicemente da come mi rapporto
alla musica (ed al fare musica) non limitandomi in un solo progetto. A short
apnea merita un discorso a parte in quanto nato da un'esigenza comune di sperimentare
suoni e modi di suonare che non potevano essere toccati ed approfonditi ampiamente
per varie ragioni nei nostri altri progetti.
Mentre in "il vuoto elettrico" dei smwm viene dato grande risalto
alle timbriche (penso a cose tipo test test e brucia), negli a short apnea il
suono diventa rarefatto, più essenziale, sulla scia di gruppi come, ad
esempio, i faust. Quali influenze (e parlo anche degli altri musicisti del gruppo)
vi hanno portato lungo questo percorso musicale?
Paolo: e' chiaro che la riscoperta di certi suoni del passato anche se per
fabio l'ascolto di certe musiche è stata una costante degli ultimi
anni) tra i quali la scena "kraut" tedesca , quella di canterbury,
la no wave di marca newyorkese, nonché l'odierno "post" statunitense
in tutte le sue sfaccettature sono stati di importanza rilevante nel darci
la spinta necessaria per affrontare il progetto a short apnea, anche se sinceramente
era molto tempo che individualmente o già insieme un certo percorso
di andare al di là del solito modo di comporre o di ricercare determinate
sonorità era già in atto (e alcune di queste testimonianze,
a livello di micro-interventi, sono presenti nel cd).
"Non è per sempre" suona non proprio come ci si aspetterebbe
da un disco "tipico" degli afterhours. Quanto di questo cambiamento
è dovuto alle tue esperienze parallele? (domanda per xabier)
X: che cos'è un disco tipico degli afterhours? E' più tipico
"hai paura del buio" o "during cristine's sleep"? Non credo
che ci sia un disco che somigli ad un altro nella discografia degli after e
questo per me è un bene. "non è per sempre" rispecchia
i suoni e gli arrangiamenti che in questo momento ci fanno sentire meglio, è
il contenitore che racchiude le nostre esperienze umane e musicali (ascolto
di dischi e concerti, interscambio con altri musicisti ed esperienze live accumulate
durante il tour di "hai paura...) Avute negli ultimi anni. E' chiaro che
l'approfondimento sonoro effettuato con a short apnea e smwm è stato
(soprattutto per me) rilevante sia in fase di registrazione che di arrangiamento
in "non é per sempre" anche perché fabio magistrali
oltre a suonare nei due progetti è anche il fonico dei gruppi nei quali
suono (e non solo!).
Quanto la prospettiva di un maggior riscontro commerciale (leggasi attività
live, dischi, merchandising ecc.) Ha influito sull'evoluzione artistica degli
afterhours. (domanda per xabier)
X: l'evoluzione degli afterhours viaggia ormai da parecchio tempo su due
binari. Il primo è quello di realizzare "pop-rock songs" vicine
al mondo musicale pop-olare che apprezziamo. Il secondo è quello di approfondire
vari schemi musicali sperimentando con suoni e strutture poco consuete. Per
quanto riguarda ciò che ha influito maggiormente sull'evoluzione artistica
degli afterhours sono state le esperienze musicali ed umane che ognuno di noi
ha avuto in questi anni e non la prospettiva di un maggior riscontro commerciale.
Parliamo degli a short apnea. Questo è un progetto assolutamente
coraggioso soprattutto per la distanza che prende dal nuovo trend italiano.
Come nasce e quali sono gli obiettivi che ti proponi in termini sia di attività
live sia di attività "discografica"?
P: come dicevo in precedenza io e xabier era da parecchio tempo che cercavamo
uno sbocco alla nostra necessità di andare oltre ad un certo modo di
affrontare sia l'approccio con lo strumento e i suoni in generale, sia le strutture
dei brani, e dopo aver lavorato parecchio in studio con fabio con gli altri
progetti, ci siamo resi conto delle affinità e dei gusti che avevamo
in comune e da qui è nata la decisione di mettere insieme le idee per
dare forma a questa necessità. Dalla curiosità iniziale per quello
che sarebbe potuto uscirne man mano la cosa si è concretizzata e la convinzione
che quello che stavamo facendo fosse valido (almeno per noi..) È cresciuta
e quindi abbiamo deciso che valesse la pena uscire all'esterno. L'obbiettivo
è quello di continuare a sviluppare sempre di più il discorso
sia con nuove registrazione che con l'attività live, cercando sempre
di più di miscelare le varie componenti che sono la base del progetto
(improvvisazione, casualità e utilizzo di un certo tipo di elettronica).
Cosa ne pensi della tanto famigerata scena " post rock "?
P: di sicuro la (cosiddetta) scena "post" è stata molto
importante perché proprio per la sua caratteristica di eterogeneità
(tra gastr del sol, don caballero o tra tortoise e june of 44 il campo è
veramente ampio....) Ha aperto molte strade e ha dato la possibilità
di riscoprire certe musiche del passato da cui ha sicuramente attinto a piene
mani / (ovviamente in senso positivo)
Quali sono, attualmente, i gruppi che suscitano maggiormente la tua attenzione
e che opinione hai della attuale scena rock italiana? A tale proposito, cosa
ne pensi dell' influenza che negli ultimi anni ha avuto l'mtv italiano sul rapporto
prodotto musicale - pubblico ?
P: nell'attuale scena italiana i gruppi validi sono parecchi; penso a starfuckers,
three second kiss, uzeda, one dimensional man tra quelle più conosciute
e a madrigali magri e bron y aur tra quelle più sommerse, ma potrei citarne
altri... Poi per quanto riguarda l'influenza di mtv e situazioni di questo tipo
non avendo la televisione sono sicuramente la persona meno indicata per farne
un'analisi.
Che posizione assumi nei confronti dell'uso sempre più massiccio
che viene fatto dell'elettronica e dell'ormai noto revival dei suoni tipicamente
anni '80? Non credi che 'sti anni 80 siano ancora troppo vicini temporalmente
per rendere credibile un tale ritorno?
P: in generale il revival è un fenomeno ciclico e ormai inevitabile.
Era ovvio che prima o poi si sarebbe arrivati anche agli anni ottanta. Personalmente
non giudico e non sono interessato all'uso che si sta facendo di quello che
viene considerato "anni '80"; per me gli anni 80 sono stati il pop
group, i gang of four, i contortions, i wire, i throbbing gristle e via via
fino a husker du , thin white rope etc. Etc...