A Short Apnea

Interview by Rossano Lo Mele, Rumore

Cosa significa il nome che il gruppo si è dato?
A Short Apnea rappresenta una breve immersione in territori musicali confinanti con la musica rock. Il nome ci è stato suggerito da un amico scomparso (stiv livraghi, cantante dei tupelo e playground).

Come si è costituito il gruppo? Puoi fare una breve storia delle passate esperienze?
Il "gruppo" non esiste. Il progetto asa è nato quasi per caso come contenitore di nuove sperienze in ambiti musicali vicini a quelli che abitualmente frequentavamo. Durante la registrazione de "il vuoto elettrico" dei smwm sono generate le prime idee verso un progetto aperto a forme e tecniche musicali a noi affini ma mai approfondite nei progetti dei quali facevamo parte. L'idea base è quella di un nucleo ristretto (quindi più agile!) Che quando è stimolato ed ha tempo (al di fuori dei nostri lavori.....) S'incontra per ascoltare/fare musica con gli strumenti e le tecniche che a seconda del caso e della voglia riteniamo più utili. L'esperienza live è un complemento (il progetto ha origine nell'esperienza r e.v. : performances audio/visive che realizzavamo anni fa con l'artista maria mesch) evolutosi per confrontarci con noi stessi e con gli altri, tuffandoci in rielaborazioni del nostro stesso materiale con un approccio art/rock. L'esperienza nata per caso continua sotto questo segno fino a quando ci stancheremo o non riterremo più fertile la reciproca collaborazione.

In tutta onestà: quanto conta x voi il mercato interno e quanto quello estero?
Iaprirci ad un mercato estero e a collaborazioni con altri artisti (anche non italiani) è uno degli obbiettivi che ci siamo posti per confrontarci con altre realtà e forme musicali. Fino ad ora abbiamo solo avuto modo di suonare in croazia e bosnia-herzegovina lo scorso gennaio (distribuiti in quelle terre dalla earwing records) e vorremmo ripetere l'esperienza altrove (olanda, germania.....) ; la cosa che ci interessa soprattutto è prendere contatti e collaborare con altri musicisti a noi affini. Il mercato italiano è una nicchia (progetti come il nostro difficilmente vendono più di 1000 copie) e la frammentarietà di intenti e sforzi di distributori, etichette indipendenti, gruppi musicali difficilmente porta a vantaggi economici se non addirittura a veri e propri passivi da parte di coloro che fanno musica.

Mi spieghi la storia delle foto alla aldo moro?
Le foto all'interno de "illu ogod ellat rhagedia" raffiguranti ciascuno di noi nella posizione del ritovamento di aldo moro all'interno dell' r4 rappresentano quel "luogo della tragedia" che è filo conduttore nel nostro ultimo cd. La duplicità di consapevole sacrificio/martirio di quell'immagine (uno dei pochi tabù rimasti nell'immaginario collettivo del nostro paese) percorre l'intero album mostrando quanto le nostre vite vivano di contrasti sempre maggiori soprattutto in quest'epoca nella quale viviamo.

Non trovi che ci sia di nuovo un'inversione di tendenza nella cosiddetta scena indie italiana? Qualche anno fa se non cantavi in italiano eri finito, ora tutto l'underground sembra di nuovo essersi convertito all'inglese, e molti addirittura non cantano...
Non crediamo in nessuna inversione di tendenza. I modelli anglofoni hanno da sempre influenzato i nostri cantanti e sta nella ricerca e personalità dei gruppi di trovare un linguaggio consono alle proprie musiche." Se qualche anno fa se non cantavi in italiano eri finito" dipendeva e dipende da quanto gli addetti ai lavori (case discografiche, label indipendenti, giornalisti ) cerchino un modello da sfruttare o copiare (spesso americano o inglese) e poi italianizzare. Questo succedeva con il grunge e continua oggi con il post-rock e derivati. Capitolo a parte merita secondo me il discorso sull'assenza di parti cantate in molti progetti degli ultimi anni (anche italiani). La ricerca di linguaggi musicali nuovi o comunque frutto di rielaborazioni di musiche del passato pone il limite di lasciare spesso un vuoto nella ricerca vocale e timbrica (tanto se canti così passi per il clone di uno, se canti colà assomigli a quell'altro.......!!!) E questo è un grande errore perchè la parola ed il timbro della stessa hanno una forza evocativa (in quanto emessa direttamente dall'uomo con tutte le micro/macro variazioni esistenti) difficilmente riscontrabile in musica. Noi amiamo i gruppi strumentali, ma quando sentiamo una voce originale o un timbro particolare in un gruppo ci sentiamo stimolati . Non facciamo distinguo tra lingua italiana o straniera (dipende solo dalle persone alle quali ti vuoi rivolgere e come lo fai).

Ha senso parlare di nuova scena indie italiana? Chi e cosa ti viene in mente? E perché (oh, mioddio, scusa non volevo fosse un film di hitchcock o un interrogatorio, sorry!?). Mi spiego meglio: yuppie flu, gdm, gatto ciliegia etc... Hanno forse ocupato quel posto che anni fa occupavano la crus, massimo volume, afterhours e via dicendo o no? C'è un riposizionamento della musica dal basso italiana? (o meglio: se tu la vedi in modo diverso esprimi pure il tuo punto di vista).
La scena indie italiana è sempre esistita e non si possono accomunare le esperienze dei gruppi "nuovi" che hai citato a quelle dei gruppi "vecchi" (afterhours, massimo volume.....) Perché la base ed il setting di partenza sono diversi. Personalmente trovo meno originalità nei gruppi odierni che in quelli di dieci/quindici anni fa (a parte rare eccezioni). I primi lavori (stiamo parlando di questo vero??) Di gruppi come afterhours, carnival of fools, massimo volume , pur avendo fonti ispiratrici ben delineate, erano permeate di una ingenuità e musicalità per l'epoca abbastanza innovative (soprattutto rispetto alle scene musicali anteriori italiane) mentre i gruppi indie odierni sono spesso di "maniera" già in partenza. Trovo poca sperimentazione e molte idee chiare e ti assicuro che dieci anni fa non era così. In più le infrastrutture musicali sul territorio hanno fatto passi da gigante (studi semiprofessionali di registrazione a portata di portafoglio, maggior numero di locali per suonare dal vivo e situazioni tecniche il più delle volte accettabili) rispetto al passato e ci sono più possibilità di confrontarsi con un pubblico che allora quasi non esisteva. Troviamo interessanti e stimolanti gruppi come i bron y aur o i r.u.n.i.

E se sì quali sono le principali differenze tra questi gruppi e quelli che ieri incarnavano l'alternativa e oggi rappresentano il flusso del mainstream?
Xabier : il flusso del mainstream?? (ma come parli ?? Direbbe nanni moretti) pensi che un gruppo come gli afterhours possa essere considerato mainstream perchè ha qualche copertina su una rivista musicale che vende 8.000/10.000 copie o perchè vende una media di 22.000/25.000 copie a disco o forse perchè manuel canta in italiano e produce qualche disco che vende meno diella metà di quello che vendono gli afterhours. Ed in più senza neppure avere un contratto con una major............. Secondo me "mainstream" significa qualcos'altro: accettare regole e forme di un sistema di potere e controllo gestito dai discografici e degli addetti ai lavori (firmare per una major che poi ti relega in un angolino, per esempio, o partecipare a sanremo o al roxy bar, ecc.......) Che svilisce il fare la propria musica!! Sinceramente non penso che gruppi come i massimo volume possano essere considerati mainstream!! Forse sono proprio i giornalisti "alternativi" a creare queste etichette in forma così rigida e credo che al pubblico non interessino più di tanto questi discorsi da provincia, quale spesso è l'italia in ambito musicale (in due parole ti descrivo che cos'é mainstream per me: a) firmare con una major che, detenendo i tuoi diritti editoriali, fa il bello e il brutto tempo con la tua musica, ad esempio jingle per pubblicità televisive od altro....... B) vendere almeno 150.000 copie a disco)

Come vivete questo discorso con xabier?
Chi bene, chi male

Considerazione del ca**o: fate delle edizioni così ricercate perché specchio di musica non allineata o per quali altre ragioni?
Amiamo curare i nostri lavori dall'inizio alla fine. L'idea per la grafica delle nostre copertine arriva al termine o quasi del mixaggio del lavoro. In quel momento cerchiamo la giusta correlazione tra materiale musicale e grafico (mirko spino diventa il quarto membro del progetto in questa fase) per rappresentare con un tutt'uno l'idea finale che abbiamo. Non pensiamo centri l'allinearsi o meno con la musica/grafica più o meno in voga ma piuttosto offrire un prodotto che in ogni sua forma è riconducibile ad un'idea precisa.

Ha ancora senso l'espressione postrock - posto che voi lo siate - per definire un certo suono ineffabile, che spesso si è però troppo formalizzato?
Post-rock non significa nulla!!! E' un termine inventato dal giornalismo musicale per identificare un suono poco decifrabile nelle consuete categorie musicali riconosciute.

In particolare, esiste - domanda cruciale - una via italiana al postrock che lo renda riconoscibile oppure si tratta di semplce sudditanza nei confronti di modelli esteri?
Non esiste una via italiana al post-rock. Esistono gruppi e progetti musicali che (influenzati o meno da gruppi e scene estere) affrontano linguaggi confinanti con il rock in forme talvolta originali ed il più delle volte derivative.

Come gruppo avete l'impressione di fare squadra con altri o di correre solo x conto vostro? Con chi sentite di condividere qualcosa, in italia, oltre che mamma e papà?
Ci sentiamo vicini a buona parte dei gruppi della wallace records e a tutti quei progetti art-rock che stimolano negli ascoltatori sensazioni nuove e forti.

Secondo voi, in questo momento, chi è oltre - letteralmente oltre - tutto e tutti musicalmente parlando? (scegli tu l'ambito di riferimento, che sia post o altro).
Coloro che reinterpretano concetti passati con vitalità ed originalità (u.s. Maple, gorge trio, cheer accident, you fantastic,ecc.)

A giudicare dalle note di copertina sembra che voi tenbiate molto alla vostra privacy, cioè ineffabilità: non c'è quasi nulla oltre lo strettamente necessario. Trovi che sia una tendenza propria di molti gruppi post e produttori elettronici quella di nascondersi, rendersi difficile da prendere/catalogare/vedere?
Non ci interessa apparire (nelle r4 ci siamo noi però e non aldo moro!!!) E poi con un indirizzo e-mail puoi stabilire un contatto verso il nostro mondo senza dover raccontare la tua storia e le tue idee ogni volta (tra l'altro l'abbiamo già fatto nel primo cd). Questa idea è comune a certi musicisti che vedono nella loro musica l'unico possibile collegamento con gli altri (non interessa a nessuno quanto sono alto o se ho fatto il liceo o ragioneria giusto?)

Quanto è duro diffondere un certo tipo di musica in italia: la crus/massimo volume/marlene kuntz etc... Hanno aperto un varco di cui beneficiate anche voi oppure manco x niente. Quali le differenze etiche, se esitono, fra le due generazioni?
Non crediamo che ci sia stata una fase in particolare che abbia costituito uno scarto nell'attenzione, e quindi nelle chance, offerte alla produzione di musiche "altre"; in questi decenni l'unica reale scansione è stata determinata dall'alternarsi delle fasi di attrazione e repulsione con l'industria discografica. L'apertura mentale nei confronti del pubblico e degli addetti ai lavori di certe musiche che tu citi è stata sicuramente importante e rivoluzionaria per un paese abituato solo vasco o altri cantautori, ma non crediamo che la cosa centri molto con un progetto come il nostro