Interview by Stradanove
Gli a short apnea, band nata in seno ad afterhours e six minute war madness,erano stati fautori di un esordio eccezionale, latente fra psichedelie, sound strumentale e atmosfere post, tuttora considerato come uno dei migliori dischi italiani di avant rock. Finalmente il trio sta partorendo il secondo pargolo, frutto di oltre un anno di lavoro: ne parliamo con paolo cantù.
Come sono nati gli a short apnea? Fate tutti parte di altre band: da cosa
è nata l'esigenza di crearne una terza?
Affinità, interessi comuni per certe musiche, la voglia di andare al
di là della forma canzone, di affrontare un progetto comunque differente
da una qualsiasi normale band e poi... Un po' tutto quello che abbiamo scritto
all'interno del primo cd.
Il vostro esordio ha sollevato un coro di pareri positivi: quanto ha influito
questo nella stesura del nuovo album? Quando e con che titolo uscirà?
Il cd uscirà verso la metà di novembre e il titolo sarà
"illu ogod ellat rhagedia (ustrainhustri)" e sarà una coproduzione
wallace e beware! Records. Più che i pareri positivi - che ci hanno
fatto ovviamente molto piacere - ha influito molto il fatto di avere alle
spalle un primo cd dove il percorso è stato molto differente da quello
nuovo; in quel caso iniziammo a registrare senza l'idea o la convinzione di
pubblicare qualcosa e senza sapere esattamente cosa sarebbe uscito. Nel caso
del nuovo lavoro abbiamo invece lavorato consapevoli della pubblicazione e
quindi ragionato su come affrontare il materiale, su che forma dargli.
Il primo disco mi è sembrato molto notturno, giocato su latenze
e immersioni sonore; non so se condividi quanto detto, ma credi comunque che
questo nuovo album rispetti un tracciato simile all'esordio o scelga nuove
soluzioni?
Abbiamo cercato da subito di sviluppare soluzioni che nel disco precedente
erano presenti solo in heat in june, un episodio nato da una jam successiva
alle registrazioni del cd e manipolata a posteriori; oltretutto il suonare
in trio ha portato ad avere una vitalità diversa e un carattere in
partenza abbastanza differente, più caldo. L'idea cardine è
stata la pluralità, per cui ci si è basati su assemblaggi di
fonti differenti, manipolazioni, fusioni di jam session, avendo come modello
il modus operandi utilizzato in visita notturna.
Parlatemi delle canzoni del nuovo lavoro? Quanto tempo avete impiegato
a registrarlo? È stato un processo simile a ciò che è
descritto nel booklet del primo album?
Difficile parlare di canzoni. Il cd sarà diviso in tre differenti regioni
ed è stato registrato nell'arco di un anno, in periodi differenti,
sostanzialmente nel medesimo luogo, utilizzando anche gli esterni. Dopo le
prime prove c'è stata la riorganizzazione del materiale e il completamento,
poi la fase del mixaggio, che per noi ha la stessa valenza di un qualsiasi
momento compositivo. Il processo e le scelte nelle tecniche di registrazione
e manipolazione sono le stesse dell'album precedete, in qualche modo accentuate.
Da qui la scelta di non utilizzare attrezzature digitali, ma di affidarci
a tecniche analogiche, vecchi effetti, registrazioni all'esterno con varie
modalità.
Dicono che dal vivo siate assai sperimentali: confermi? Cos'è immortalato
nel video di maria mesch?
Non scriviamo delle canzoni, perciò i nostri live act sono delle elaborazioni
di materiali che in parte si trovano nei dischi; cerchiamo di avere dal vivo
il medesimo approccio che abbiamo nel fare un disco, quindi prendiamo componenti
tra le più disparate e le assembliamo. Il video con maria mesch contiene
la sintesi di quello che sono stati i nostri primi esperimenti live, accostati
naturalmente all'elemento visivo.
Cosa vi è piaciuto ascoltare ultimamente? C'è qualche nome
a cui vorreste/vi sentite di essere accomunati?
Alcuni dei gruppi a cui ci sentiamo particolarmente vicini - e che sono delle
costanti nei nostri ascolti - sono cheer accident, this heat, gorge trio,
u s maple.
Nel nuovo disco federico ciappini ha sempre un ruolo di comparsa o è
stato integrato in altra maniera?
In realtà federico non ha partecipato al nuovo lavoro, e non certo
perché non riteniamo valido il suo contributo. A differenza del disco
precedente abbiamo sentito la necessità di dare alla voce un ruolo
differente, per certi versi ampliandone il campo di intervento, ma cercando
- proprio per l'impronta che volevamo dare a tutto il lavoro - varie sorgenti,
con diverse caratterizzazioni, piuttosto che un unico timbro vocale. Quindi
la scelta di rinunciare ad un'unica voce narrante, intesa come veicolo letterario
predominante, a favore di una serie di timbri e trattamenti differenti, compresa
l'assenza di veri e propri testi. Una sorta di polivocalità, se vogliamo.
Come riuscite a conciliare le esigenze di 3 gruppi/quanto è difficile
convivere con xabier, membro di una band già famosa (afterhours) e
spesso impegnata in giro per l'italia?
Cerchiamo di districarci dalle naturali difficoltà sfruttando ogni
momento possibile per portare avanti il progetto.