Interview by Francesco Di Mauro, Succo Acido
Qual' e' il processo creativo alla base delle composizioni degli a short
apnea?
Non abbiamo vincoli o percorsi predefiniti ed il tutto nasce sempre molto
spontaneamente
un brano può nascere nel modo più classico
(un giro di chitarra, di organo
) come evolversi in forme differenti
a seconda del caso o del percorso che intendiamo approfondire. Il rumore di
un oggetto, non necessariamente uno strumento può essere lo stimolo
che fa nascere o crea un tessuto musicale che poi viene esplorato nelle forme
più aperte e con i contributi più vari. Non esiste un unico
processo creativo, ma una serie di percorsi che ci accingiamo ad affrontare
di volta in volta con diffrerenti stimoli , strumenti e metodologie.
Le immagini allegate al disco non sono solo illu ogod ellat rhagedia,
ma anche la dimora di una buona parte della memoria colettiva italiana. C'
e' un preciso senso di custodia della memoria socio-politica nella scelta
di quelle foto ispirate all' omicidio moro?
Più che da un preciso senso di custodia socio - politica l'idea è
nata dalla volontà di utilizzare un'immagine che potesse colpire per
il suo senso e la sua crudezza, ed il calare noi stessi in quella dimensione
è stato un po' come violare un tabù che è ben impresso
nella memoria di tutti. È stato un po' come sottolineeare l'atmosfera
e la condizione che ci ha accompagnato durante le registrazioni, una condizione
"costantemente oscillante tra inconsapevole martirio e ricercato sacrificio".
Se vi chiedessero di riscrivere per intero in qualunque disco altrui,
sottoponendolo alle vostre "cure" e attenzioni, su quale puntereste
il dito?
Difficile rispondere a questa domanda senza essere in un certo senso presuntuosi
.ci
sono dischi che magari potevano essere prodotti o concepiti con un'ottica
diversa, ma forse non avrebbe cambiato in nessun modo la loro grandezza o
mediocrità.
Credo sia legittimo chiedervi come nasce il progetto asa. E' qualcosa
sbocciato per caso, un po' alla volta all' interno dei six minute war madness
e che poi ha preso vita propria, o e' nato gia' come entita' separata, parallela
ma avulsa dalle altre (afterhours, tasaday, six minute war madness) ?
Entrambe le cose. Il punto di partenza può essere identificato forse
nella registrazione del brano "il vuoto elettrico reprise" del disco
omonimo dei smwm, dove, da un arpeggio incrociato di chitarre, abbiamo iniziato
a sviluppare trame non propriamente rock e deciso quindi di registrarlo in
forma strumentale senza l'ausilio del basso, della voce e, a parte una breve
sfuriata a metà brano, della batteria. Da quel momento è iniziato
a germogliare dentro di noi la voglia di esplorare territori che non potevamo
toccare, ma solamente sfiorare negli altri progetti. Il processo è
stato lento e si è concretizzato per la prima volta in un soggiorno
di una settimana a casa di fabio nel luglio del 97; in quell'occasione tra
una pasta e l'altra, l'ascolto di dischi e tante chiacchere è avvenuta
la stesura di buona parte dei brani del primo disco. Lavorando insieme abbiamo
sviluppato sempre di più un certo modo di trattare, costruire, destrutturare,
assemblare il materiale, riportando queste stesse tecniche nella dimensione
dal vivo, che ha portato asa ad assumere sempre di più i connotati
di un''sperienza a se,
Cosa salvereste del secolo appena concluso?
Fabio: le avanguardie artistiche dei primi decenni del novecento; perché
hanno offerto un completo quadro di crisi e di potenziale rifondazione dell'
uomo all'occidente. Si può dire che da allora ad oggi abbiamo solo
cazzeggiato cercando solo di far quadrare i conti alla fine del mese
.
Xabier:
..la rivoluzione bolscevica, il movimento dada, il "guernica"
di picasso, la vespa, gli mc5, il kraut rock
Paolo:
45, 68, 77
97
A differenza del disco di debutto, questo nuovo lavoro e' quasi interamente
strumentale, se si eccettuano certi vocalizzi che appaiono e scompaiono come
ectoplasmi all' interno della macroscopica struttura dei brani. Se associamo
questo alla scelta dislessica che avete impiegato per la stesura delle note
del booklet, alla totale assenza di titoli, sembra quasi una sfida alla "parola".
Qual' e' il concetto di base di queste scelte?
Il primo lavoro era nato in modo completramente diverso; abbiamo in primo
luogo suonato assieme e poi in un secondo tempo abbiamo deciso di dare una
forma al tutto e di pubblicarlo. Con "illu ogod
." Volevamo
fin dall'inizio che le parti vocali assumessero un ruolo differente; non più
entità narrante, che quindi si pone come ruolo predominante sulla musica,
ma una sorta di insieme di timbri, senza testi veri e propri. Le note dislessiche
del booklet sono i titoli delle tre "regioni" musicali del cd. Racchiudono
l'essenza verbale e le sensazioni dateci dalle musiche de "illu ogod
..".
La parola è stata trattata con lo stesso metodo e riguardo dato agli
altri suoni. La melodia tagliuzzata dalle forbici della prima regione, le
vecchie arie tratte da vecchi 78 giri ed i giochi ritmico-vocali della seconda
regione, il carcerato che canta nella terza regione sono il frutto dei processi
tecnico - elaborativi casuali che abbiamo applicato nella totalità
del nostro lavoro.
Il disco e' dedicato a alex iriondo... Sarebbe?
Il fratello di xabier
Chi ha curato la veste grafica del disco? La scelta di uscire come una
cooproduzione wallace/beware! E' maturata fuori dal gruppo o avete partecipato
attivamente a questa decisione?
Le foto le abbiamo scattate noi; titolo, testi e l'idea di frammentare il
tutto è stata di luca vitali e la realizzazione grafica è un'idea
nostra con l'imprescindibile aiuto di mirko spino. La ristampa del nostro
primo cd era avvenuta attraverso una coproduzione wallace/ beware! Ed è
stato quasi naturale continuare a lavorare con la stessa squadra, per stima
e reciproca amicizia. L'unica differenza di grosso rilievo è la distribuzione
affidata ad audioglobe (testimoni di un ottimo lavoro fatto su full fathom
six dei smwm)
Da dove avete preso i suoni che escono fuori dal disco? Avete campionato
qualcosa o, come nel caso del disco precedente, avete suonato tutto?
I suoni presenti in illu ogod ellat rhagedia appartengono alla memoria collettiva
del progetto; siano essi chitarre, batterie, organi, piani elettrici, voci,
atrezzi agricoli o di lavorazione dei metalli, strumenti giocattolo, nastri
preregistrati da noi o da altri etc. Etc., L'idea base già toccata
con il primo cd, e qui maggiormente approfondita, è quella di apportare
sia le esperienze musicali e strumentali di ciascuno di noi, sia i pezzi della
nostra memoria o stroria personali, amalgamando e trsformando questi brandelli
in fiabe od incubi sonori che rispecchiano la nostra visione della musica
e della vita. Anche in questa occasione, e ci teniamo a precisarlo, abbiamo
suonato tutto senza l'ausilio di campionatori o tecniche di quel genere; i
nostri "campionatori" sono stati i registratori a cassetta, i giradischi,
le radio, e tutti quei mezzi che ci hanno dato di sicuro una risoluzione più
approssimativa ma un maggiore spunto creativo