Interview by Sergio Eletto, Sands-Zine
Ciao Mattia, ti andrebbe di incominciare questo percorso narrando le tue
ultime produzioni e i vari cantieri sonori, ancora in fase di lavorazione,
da te sostenuti negli ultimi mesi?
Sto al momento seguendo la promozione del mio primo disco solista, un
lavoro avviato durante l'Ottobre del 2004, il quale mi ha visto completamente
impegnato in prima persona su tutti i versanti: composizione, registrazione
e missaggio. Ricordo che è appena uscito per la Wallace rec
Per
Aprile uscirà, invece, il secondo lavoro sulla lunga distanza dei SEDIA:
un disco molto importante perchè rappresenta la prova di maturità
e cambiamento raggiunta dopo tanti concerti fatti e mesi trascorsi a provare/trovare
nuove strutture e metodologie etc, ect
Inoltre stiamo finendo le grafiche
del nuovo full lenght dei Polvere con Xabier Iriondo. Ancora non è
stata stabilita la data di uscita precisa ma crediamo di riuscire intorno
Giugno del 2006. Rispetto al mini le sonorità, oltre che essere molto
più studiate e complesse, risulteranno decisamente nuove alle orecchie
dei fruitori: dentro fluttuano elementi molto vicini alla forma canzone (n.d.a.
una vera novità per quanto concerne il duo) e l' elemento acustico
si è ampliato dall' utilizzo di voci e cori vari. Avranno un impostazione
chitarristica alquanto tradizionale, dal sapore velato di folk, con rielaborazioni
elettroniche e/o elettro-acustiche. Verso Settembre 'masterizzeremo' un quartetto
insieme a Xabier iriondo, Paolo Cantù e Alessandro Calbucci (il vorace
batterista dei Sedia n.d.a). Si tratta di un progetto registrato durante la
scorsa estate, denominato End of Summer:.gruppo dai forti connotati free-rock,
con all'interno un folto campionario di elaborazioni elettroniche; il disco
sarà la prima uscita per AME records. È ancora in via di rifinitura
il disco creato dal collettivo con Jacopo Andreini (Ronin e molto altro ancora)
Diego Sapignoli (Aidoru), Fiè, Luca Ciffo e Fausto Cerina (rispettivamente
bassista e i due chitarristi dei Bron Y Aur). Un disco con spunti diversissimi
tra loro, con tanta psichedelia e scaglie free jazz. Ad Agosto ho registrato
un duetto con IOIOI (la meravigliosa Kitty Fraticelli che ha esordito in grande
stile con il bizzarro "Bright Future", uscito per la Ebria) che
trovo particolarmente stimolante, perchè diversissimo dalle cose che
elaboro solitamente, ed in particolare negli ultimi mesi; un progetto comunque
ancora anc orato ad un principio di 'work in progress', il quale ancora non
sa quanto e come vedrà la luce (definitiva). Ad inizi Marzo ho masterizzato
con Giuseppe Ielasi, il nuovo lavoro con Andrea Belfi, dal nome "Christa
Pfangen": duetto molto aperto a sonorità jazzistiche, con grande
attenzione per tutto quello che riguarda la mescolanza sonora e il mixaggio
fra vari strumenti. Infine è ormai tutto pronto per il mio "debutto"
da discografico, con l'etichetta AME records.
Se non ricordo male mi accennavi in passato di vari incontri avuti per
improvvisare e registrare con Andrea Belfi?
Con Andrea è un progetto appena nato, che speriamo entrambi di
portare avanti nel tempo. Lui è un percussionista molto creativo, con
il quale (specialmente per il sottoscritto) è un piacere suonare. Abbiamo
lavorato molto su improvvisazioni per chitarra acustica e percussioni. Quello
che ne deriva è un elettro-acustica molto delicata, soffice e con una
forte connotazione essenzial-minimale, pura, senza tante rielaborazioni e
sovra incisioni in studio.
Ma avete fatto tutto in tempo reale e, casomai, come vi siete regolati
nell'uso dei microfoni in merito alla registrazione?
Tutto è suonato in presa diretta con un grandissimo uso di microfoni
d'ambiente, abbinati a micorofoni a contatto e dinamici per i suoni più
diretti (un'impostazione di registrazione vicina all'estetica del jazz ed
alla musica corale in genere). Il nostro obbiettivo era quelo di unire sonorità
essenziali e calde con suoni ed arrangiamenti moderni, molto più crudi,
spogli e spigolosi. Questo è un metodo di registrazione ideale per
suoni e timbri molto freschi e tribali, con un uso quasi inesistente di compressori,
limiter digitali ed altro ancora.Per dei nomi da tirare in ballo, pensa ai
suoni dell'Art Ensemble Of Chicago, alla spazialità delle percussioni
di Jim Black, a tutte le registrazioni di fine '70 legate all' Actuel (mitica
etichetta/organizzazione in cui ruotavano i nomi più bollenti dell'improvvisazione
jazzistica libera degli anni '60 /'70 n.d.a.).
Parliamo del tuo lavoro solista,"Zeno". Sembra sia ispirato
a qualcosa di particolare. Giusto?
Non vi è una fonte d'ispirazione particolare: è la quotidianità
a permeare, più che altro, nell'anima del lavoro. Ogni pezzo ha avuto
nel tempo una sua serie di spunti e ispirazioni particolari, considerando
anche il missaggio e la post-produzione. Il fatto di poter avere un mio studio
è stato fondamentale, perchè ti da modo d i registrare e mettere
nero su bianco abbozzi, giri chitarristici e molto altro ancora. È
una cosa particolare, perchè rispetto alle esperienze tra gruppi e
collettivi sparsi assume un valore diverso, estremamente 'intimo' ed introspettivo;
del resto quando suoni con altri devi, per forza di cose, arrivare a modellare
la tua/propria creatività. Scendere a 'compromessi' per arrivare ad
una formula che convinca tutti (per me questo è il bello di suonare
con altre persone), mentre da solo, invece, sei l'unico e il solo a decidere
tutto il da fare; in certi casi questo significa potersi esprimere in massima
libertà. Parlando di sonorità, il disco per me suona molto vicino
alla musica cantautorale: per impostazione e scrittura dei pezzi; e poi all'
interno vi sono degli interventi da parte di Fabio Magistrali il quale dona
al lavoro quel calore ulteriore e una soave vena (new) wave, piu' oscura.
Una collaborazione per me importante per quello che ha voluto dire, ma anche
pe rché mi ha consentito di interagire con lui negli ultimi anni.
Ad Ancona diverse volte hai tenuto ad organizzare personalmente dei concerti
che tenessero coinvolti sul palco e all'unisono una rosa di nomi della scuderia
Wallace. Un'esperienza che avevi già sperimentato in passato attraverso
altre esperienze in Italia e non solo. Ce ne parleresti più dettagliatamente?
Mi preme innanzitutto di portare nelle Marche, il luogo dove vivo, una
realtà musicale improvvisata e di ricerca, ancora poco diffusa da queste
parti. Ma è importante per me riuscire anche nell'impervio tentativo
di espandere tutto quello che circonda la Wallace di Mirko Spino, perchè
credo che oltre ad essere madre di gran parte delle cose più interessanti
dell'underground italiano, sia l'unica label indipendente italiana composta
da musicisti di diversissima scuola e impostazione, ma che al contrario (delle
solite previsioni) collaborano e interagiscono tra loro con un'apertura mentale
ed una voglia di mettersi in gioco, di volta in volta, sempre più crescente.
A questo punto consigliaci qualche musicista da te apprezzato e che i
lettori di Sands-zine dovrebbero tenere sott'occhio?
Beh, potrei cominciare dai Tasaday che suonano da circa venti anni e
che nel corso del tempo hanno continuato a cambiare 'forma', nonché
formazione. Xabier Iriondo e Paolo Cantù suonano insieme da tantissimo
tempo e sempre pronti a nuovi progetti e collaborazioni, a nuove stimolazioni
e musiche. Poi c'è Fabio Magistrali, artefice di gran parte del mood
sonoro dei dischi Wallace e capace di dare la propria impronta creativa, differenziata
per ogni gruppo. Infine: Mirko Spino che sta riuscendo a far uscire tra le
musiche più innovative e creativ e in circolazione, spaziando dal rock
all'elettro-acustica, dall'elettronica all'improv... La differenza che fa
della Wallace un' etichetta di risalto nel panorama italiano credo sia (ed
è una cosa che accomuna Mirko e gran parte delle persone che hanno
collaborato con l'etichetta) una forte professionalità nell'occuparsi
delle uscite, nella ricerca di un gusto grafico, quanto nella sperimentazione
di suoni, sempre più, originali e innovativi; è l' attenzione
ai particolari che rende ogni cosa un gradino superiore alle altre.
Per quanto riguarda le nuove uscite, vi sono nuovi progetti che tu conosca
in lavorazione presso l'etichetta milanese?
Ci sono tante idee e progetti in ballo. Le ultime uscite fatte da casa
'Spino' sono molto importanti: penso ai [1] Kilo Of Black Bondage e all'Enfance
Rouge, due dischi diversissimi ma dal valore assoluto.
Da poco è uscito per la 'mail series' "Bias!" con Xabier
e Olivier Manchion ed a breve come gia ti dicevo usciranno i nuovi Sedia e
Polvere.
Esistono dei precisi movimenti artistici e culturali che hanno influenzato
e colpito il tuo metodo di approccio alla musica
e all'arte in generale?
Puoi fare qualche nome a te particolarmente caro?
Di sicuro le cose che mi hanno colpito maggiormente, e delle quali ho
sicuramente ammirato lo spirito innovatore e di rottura con tutto quello che
le circondava, sono le avanguardie artistiche del primo novecento: sto parlando
dei primi trenta anni del '900; parlo di Ricasso, del mondo dadaista e dei
manifesti futuristi che a mio modo rappresentano ancora dei validi spunti
attuali da cui cogliere ispirazione ed insegnamento. Lo spirito energico e
l' irruenza espressiva di quegli anni e di quelle avangu ardie non si sono
più verificati con la medesima violenza.
Prima hai nominato più volte la personale iniziativa celata dietro
il collettivo/etichetta AME. Cosa indica il termine e cosa si manifesta dietro
questa realtà, appena nata? Nutre qualche legame con le realtà
musicali libere degli anni '60/'70?
AME è una realtà nata dalla mia volontà di poter
promuovere arte (con l'aspetto musica in primo piano) che mi coinvolga e nella
quale mi possa riconoscere. Mi appaga molto avere la possibilità di
produrre e far conoscere persone che stimo e con le quali condivido intenti
e sensibilità. AME in realtà, rispetto alla tua domanda, credo
che se da un lato è sicuramente figlia e debitrice delle varie realtà
passate - come l' AMM e via dicendo - dall'altro ne è molto distante,
anche solo per un dato temporale; quello che voglio dire e che gli spunti
e le motivazioni di creare qualcosa del genere negli anni '60 siano molto
differenti da quelle di oggi. Trovo un po' assurdo ricercare un'attitudine
legata a cose fatte tanti anni fa, dovremmo soffermarci di più sui
nostri giorni, dovremmo avere una mentalità più contemporanea.
Loro lo erano di certo!!! Cosa vuol diventare AME... mmhh
è una
domanda difficile
posso dire solo che il mio cuore sarebbe felice se
nel frattempo AME venisse riconosciuta come un'etichetta aperta, produttrice
di musiche e arti stimolanti e creative, che mi possa dare la possibilità
di conoscere e collaborare con persone altrettanto interessanti.
Quali musiche passano abitualmente ed in questo periodo attraverso lo
stereo di Coletti?
Ne ascolto sicuramente meno di qualche anno fa (per il poco tempo libero
a disposizione) ma ho sempre l' interesse e la curiosità d i udire
e conoscere cose nuove. Ultimamente nel mio stereo sono passati a turno, colpendomi
non poco, i suoni di Ghedalia Tazartes, del sempre attivo Jim O'Rourke, in
coppia specialmente con Mats Gustafsson, di Rhys Chatham, quanto di Eric Dolphy
e dell'universo assente di Luciano Cilio: quest'ultimo, un vero ed autentico
capolavoro.