Rollerball

Interview by Roberto Villani, Freak Out

Dopo due album e un live recensiti, e l'intervista che segue, non c'è molto altro da dire su questi 4 - in effetti ce n'è anche un quinto che fa spesso capolino in line-up, al sax, strumento affidato a jacopo andreini nel concerto napoletano di questi giorni - ragazzi del montana, adottati oggi da portland. Ragazzi che, complici anche una vita condivisa tra le stesse mura e molti, molti ascolti, suonano con lo spirito di chi non ha ancora perso la voglia di giocare. I rollerball di fatto giocano con la musica che amano, la smontano e la ricostruiscono, senza l'accademicità di chi fa esercizi di bravura architettonica ma come modalità di espressione della loro creatività, dote che consente loro di mettere "mattoncini" di fabbricazione propria - ricordate le costruzioni lego ? - tra quelli dei vari sun ra, miles davis, "canterbury - musical - tales". Salvo poi, giocosamente, disfare tutto... E ricominciare daccapo, verso una "nuova" costruzione...

Avete iniziato a metà anni 90 come power-pop trio. Come è stato possibile un simile cambiamento di stile ?
(gilles) tutto cominciò come formazione a 4, poi il nostro chitarrista se ne andò e diventammo un trio: io, mini e mae; poi io, mini e shane fondammo un gruppo improvvisazionistico chiamato stertorous. Shane era un nostro fan e un buon amico, fece l'artwork per un cd che uscì come rollerball, e quindi cominciò a suonare con noi, diventando parte del gruppo... (shane) ero un loro fan prima di entrare nel gruppo, e non direi che fossero una power-pop band, che può far pensare a cose tipo green day o simili... Direi, come fan, che suonavano belle pop songs, ed è l'impressione che avresti ascoltando i vecchi rollerball, con in più un chitarrista e un buon cantante al posto mio... (ride)... Ma non era nella band, ero solo un fan, vengono questi e mi fanno "dai, entra nel gruppo !" (ride)... (mae) "ce lo teniamo..."

...e quindi il vostro modo di suonare cambiò in seguito all'ingresso di shane, oppure... ?
(mae) mini ha avuto molto a che fare con questo cambiamento perchè, quando lo incontrai, ascoltava moltissime cose, per cui... È una crescita che continua in base a quello che ascolti... (mini) suonavo improvvisazione già da molti anni prima dei rollerball; la faccenda del power-pop dipende dal fatto che erano canzoni imperniate sulla chitarra, e lui [il chitarrista] infatti andò via perché non sapeva suonare bene un altro tipo di canzoni, la band cominciò a studiare... Noi non vogliamo essere post-rock o che so, vogliamo essere tutto.

Infatti quando ascolto i rollerball la prima parola che mi viene in mente è "osare". Sentite di "osare" quando scrivete musica, quando la suonate ? Quanti musicisti oggi veramente "osano" secondo voi ?
(mini) penso molti musicisti... Penso che stia tutto nella tua testa, cerchi di sentirti a tuo agio... La cosa più dura è non lasciarsi condizionare da come la gente possa reagire, anche perché la gente ti sorprende a volte, cioè apprezza più cose di quanto penseresti (nel frattempo il dj, come quasi sempre accade in queste circostanze, inizia a provare l'impianto... Duramente !! Colonna sonora dell'intervista ? Uscirà ? Presto il seguito della vicenda...) (shane) a proposito di "osare", io ho fatto qualcosa sul genere "metrica hip-hop", giusto un accenno, l'ho fatto nelle prove, e loro mi han fatto "hey, suoniamolo !"; Pensavo stessero scherzando, e ora ci ritroviamo stasera a suonarlo... Ed è come una canzone adesso !!

I rollerball rifuggono dalle definizioni più di ogni altra band. Che incidenza hanno i vostri artisti preferiti nella musica che suonate, essendo appunto quasi impossibile individuare una traccia precisa di alcunchè ?
N (mae) se metti a suonare un disco dei rollerball, puoi sentire per metà la nostra magia, presi insieme come musicisti, quindi alcune delle mie - delle nostre - cose preferite sono l'altra metà... Se ascoltiamo sun ra, la metà della musica che suoniamo viene da lui, non vogliamo essere sun ra ma non possiamo fare a meno di ritrovarcelo nella musica che facciamo, specialmente se lo ascoltiamo e lo riascoltiamo, è un'ispirazione, almeno a livello sub-conscio... (mini) e' quasi un processo all'inverso, cioè noi tutti ascoltiamo musica diversa, poi a volte suoniamo un pezzo e "cacchio, sembra qualcosa che ho già sentito", ma non accadrà mai roba del tipo "facciamo gli stereolab..." O qualcun altro. La musica mi ispira ogni giorno, ma se hai fiducia in te puoi ascoltare ornette coleman, per esempio, ed essere ispirato da ornette coleman, ma non potrai mai essere ornette coleman... (shane) due mesi fa gilles stava ascoltando un disco, era certa roba elettronica veloce, e fece "hey, mi piace questo suono di kick-drum", quindi andò di sopra (tutti vivono in una casa di legno a 3 piani - carino no ? Ndr) e fece un pezzo alla buona costruito su quel colpo di batteria ma completamente diverso dal pezzo da cui aveva preso quel suono... E questo è un altro modo in cui l'influenza di qualcuno può esprimersi... (mini) penso che siamo tutti molto ispirati dai missaggi veramente buoni, cioè dai suoni, laddove ottimi, di un disco, penso che sia un'opportunità migliore, per me, provare a copiare il valore della produzione, della registrazione di un disco piuttosto che le note vere e proprie.

Penso che ognuno di voi sia fortemente coinvolto nel songwriting. Com'è l'interazione rta di voi ? Quanta improvvisazione c'è quando registrate e quando suonate dal vivo ?
(gilles) noi suoniamo e raggiungiamo una convergenza tra le idee che abbiamo... Proviamo versioni diverse di un'idea, non è proprio come improvvisare, e a volte arrangiamo un brano in base alle parti che nascono da una stessa idea, a volte no... (mini) a volte usiamo l'improvvisazione come una sezione della canzone, diamo a quest'ultima una dinamica diversa da quella originale.

Che rilevanza hanno i suoni campionati nelle vostre canzoni ? Riuscite a immaginare voi stessi come un gruppo che non fa uso di sampling ? Chi se ne occupa tra voi ?
Tutti (ridono)... (mae) sì, l'anno scorso qualche volta abbiamo suonato senza averne bisogno... Userete campionatori stasera ? (shane) abbiamo 3 campionatori per questo tour, sono molti ma è per viaggiare più leggeri, abbiamo già una fisarmonica, una tastiera full-size, alcuni fiati... (mae) uno di questi sampler è quasi "tascabile", un altro è grande...

Voi vivete insieme... Come vi trovate ? E' importante per concepire meglio la vostra musica ?
(mae) sì, molto spesso conviene, possiamo organizzare al meglio tra noi il tempo che vogliamo suonare, poter dire "vuoi suonare un'ora invece di..." Mentre fate colazione... O magari shane può approfittare di una doccia per provare le parti vocali delle canzoni... E gli altri che lo seguono con gli strumenti... (shane) lo facciamo ! (ride) comunque così è più facile provare insieme, e penso che fa mantenere ai pezzi quel feel comune che possiamo avere, cioè ascoltiamo la stessa musica, mangiamo la stessa cena, poi andiamo di sopra e suoniamo, non è come separarti da altre persone, venire e dire "ho solo due ore... Aargh!"... (mini) quando vivi con gente con cui combatti, sai come combattere, ma noi sappiamo anche come far pace (ride). L'album "trail of the butter yeti", nel titolo, intendeva riferirsi al "piedone" che, secondo la leggenda, vive nelle foreste del nord-ovest (e in certa cultura "boscaiola" di quelle parti) ? (gilles) sì. Ai tempi della scuola, io e un mio amico scrivemmo una breve commedia intitolata "trail of the yeti"... Me ne sono ricordato e abbiamo intitolato due canzoni dell'album 'yeti' e 'butter fairy', e per il titolo dell'album abbiamo legato questi due titoli... (shane) a proposito di titoli, ci era venuto pure "the butter fairy vs. The yeti", poi ci accordammo per il titolo che tutti conosciamo. In tali situazioni stiamo lì a ridere, bere birra, ci sediamo in circolo e poi "ha! Ha! Questo è un buon titolo per il disco !" (mini) quasi ogni disco, per il titolo, nasce da noi che ci sediamo in circolo e poi... Jacopo disse "porky puppet" l'anno scorso quando eravamo in tour, e ci sembrò molto divertente come titolo... "we owned lions" invece è un sogno che mae ebbe e ci raccontò, in cui lei possedeva dei leoni...

Nel frattempo mi rendo conto che lo jacopo qui con noi è jacopo andreini... Scene di gioia strappalacrime da parte del sottoscritto... Vabbè, andiamo avanti) la wallace records, appunto, ha appena pubblicato questo "porky puppet", per metà ristampa di "we owned lions", per altra metà nuove canzoni... Come siete entrati in contatto con quella che non è proprio una "tipica" etichetta italiana ?
(shane) lui mi è venuto incontro a milano, al cox 18, lo scorso anno, cominciammo a parlare, e mi diede alcuni dischi della wallace - li ho comprati ovviamente -, e io avevo una manciata di nostri dischi, alcuni vinili pure, e quando sono tornato negli states gli ho mandato una e-mail, e gli ho parlato di questo disco, stampato in appena 300 copie, in vinile, e gli ho detto "lo vorresti pubblicare in cd ?", Perché gli piacevano sia il disco che la confezione, e lui disse di sì; nel frattempo stavamo discutendo di un nuovo disco da far uscire, contenente brani presenti solo su compilation sparse, e avevamo queste 8 canzoni nuove, e ci disse che l'avrebbe fatto pubblicare..

L'ultima domanda che vi faccio riguarda la differenza che c'è, secondo voi, tra free jazz e musica/jazz improvvisata... Perché, per fare un esempio, "kind of blue" di miles davis un disco di musica improvvisata, però sarebbe un azzardo definirlo "free jazz"...
(mini) penso che il free jazz sia una restrizione, come il pop... Con l'improvvisazione puoi avere melodie, roba anche carina, facile, quindi penso che l'improvvisazione sia molto più aperta del free jazz, anche per l'ascolto. Penso che abbiamo imparato molto in questo quando siamo venuti qui l'anno scorso, nel vedere l'approccio italiano ad essa, è qualcosa che devi anche saper fare, devi esserti esercitato, col free jazz si tratta di prendere due cose che cozzano tra di loro, fidarti di te andare avanti and don't worry..