R.U.N.I.

Interview by Luca Fusari, MusicBoom

A livello di 'stile' mi pare che ci sia una grossa continuità tra 'Ipercapnia in capannone k' e il suo predecessore 'Il cucchiaio infernale': voi li sentite come due dischi diversi o come un'evoluzione dello stesso discorso?
Diciamo che è l'evoluzione dello stesso discorso che ci ha portato ad un disco diverso... sono passati due anni da uno all'altro e per noi già è impossibile stare nei 'paletti' all'interno di uno stesso disco, figurati in così tanto tempo... siamo cambiati: sappiamo di più che cosa vogliamo dai nostri strumenti, dai suoni, ora viviamo tutti da soli, le ragazze di allora ci hanno mollato, abbiam fatto (per la nostra media di prima) molti concerti, ascoltato altra musica... se ne è andato il quinto runi (giamma)... ma alla fine noi 4 siamo gli stessi, solo che è il 2003.

Alcuni dei pezzi del disco li avevo già sentiti dal vivo quasi un anno fa (primavera scorsa, se non ricordo male): data la loro 'densità' sonora e compositiva, è stato più difficile fare 'crescere' i pezzi una volta composti o sistemare i particolari durante mixaggio e post-produzione?
In realta' siamo arrivati al disco molto piu elastici rispetto al Cucchiaio infernale (che era molto curato in preproduzione); questa volta abbiamo voluto distinguere tra pezzi gia' arrangiati, pezzi da arrangiare e pezzi solo abbozzati e rielaborati... magari con qualche suggerimento del magister (alias Fabio Magistrali che ha collaborato a registrazione e missaggio, ndr); ciò non toglie che i missaggi e la post-produzione siano fondamentali quanto le riprese, visti i pezzi che solitamente suoniamo.

Il fatto di avere un vostro spazio in cui registrare i pezzi vi porta ad essere perfezionisti e a ritoccare le cose in continuazione o aspettate che i pezzi siano 'sistemati' prima di fare girare le bobine?
Lavoriamo abbastanza sui pezzi, ma solo finchè non iniziano a farci godere, da quel momento ci pensiamo molto di più prima di cambiare... anche perchè spesso per noi cambiare la parte di uno strumento significa esser 'costretti' a cambiare anche tutto il resto... ora le bobine però non girano più perchè il nostro bobinofono si è appena rotto!

La voce così 'dentro' in certi mix è lì per farla suonare come uno strumento (al di là del testo) o per confondere le idee a chi vi vorrebbe in qualche modo 'demenziali'?
Non abbiamo bisogno di confondere le idee per difenderci dalla 'accuse di demenzialità'... al massimo ci piace confondere le nostre di idee... la voce viene considerata e 'trattata' come uno strumento, molto fisico, anzi il più fisico di tutti, non per questo però è necessario che stia sempre sopra a tutto...

Quello che molti (noi compresi) hanno messo in evidenza parlando di Ipercapnia è la vostra capacità di sintetizzare un enorme quantità di influenze e accenni alle musiche più disparate in canzoni che rimangono però molto coerenti: è solo perché queste pippe da critico musicale non ve le fate?
Di pippe ci facciamo solo quelle con la mano... siete fortunati perchè non avete sentito il peggio: i runi che fanno ska... anni fa (molti) facevamo uno ska a modo nostro che si chiamava Milano-Gessate dov'era annamaria (autore del testo Elvisio - manager dei runi, ndr ). c'era pure la sezione fiati (sax e tromba)... poi lo swing Pierino rùsa nò, mezzo in milanese e mezzo in tarantino, con il nostro d.j. Zac che rappava in pugliese... o il funky-rap I runi vanno a spasso la città è un collasso...

Vi pare ci sia sufficiente spazio, nelle orecchie dell'ascoltatore italiano indie medio (bella questa, eh?), per musiche come le vostre, a loro modo 'difficili' ma lontane da molte degli stereotipi post o indie rock che vanno per la maggiore tra i kids (bella pure questa)?
Boh, bisognerebbe chiederlo all'ascoltare indie italiano medio... detto così mi sa pure un pò di sfigato... sappiamo comunque che fa molto fico/alterna/ganzo essere post-qualcosa...

Come vi sembra cambiato (se vi sembra cambiato) il 'giro' indipendente italiano negli ultimi 4-5 anni? E' più facile o più difficile trovare/aprire nuovi spazi? (o anche solo suonare in giro...)
Possiamo parlarti di quello che accade a noi personalmente: suoniamo molto più di prima dal vivo su e giù per l'Italia (mentre 5 anni fa per noi era molto raro suonare fuori Milano), abbiamo qualcuno che ci pubblica i dischi e crede molto in noi ed i dischi si trovano in distribuzione... sicuramente molto meglio di quello che ci accadeva 5 anni fa, ma all'epoca avevamo vent'anni e ci sbattevamo anche poco per 'girare'... noi viviamo un buon momento (almeno la musica!!!), ciò non significa che lo sia in genere.

Vi siete mai trovati nel mezzo di eventi mondani come feste di case discografiche in fichissimi locali milanesi?
Eh si...del resto la presentazione del nuovo disco di Peter Gabriel, lo scorso inverno, è stato un evento a cui i runi non potevano mancare... ma non siamo stati i soli presenzialisti. Ti racconto un aneddoto visto coi miei occhi: il chitarrista dei Satantango e Diggei Rico dei Laze Biose che molestavano una presentatrice di All Music mentre erano in coda là dove tutti dicevano di andare ad 'incipriarsi' il naso