Wallace Records

Interview by Al Es, Balkan Spirit

Mirko Spino è il "deus ex machina" della wallace records, etichetta indipendente che si sta imponendo con autorità e personalità nell'intricato panorama underground italiano. In più è curatore di "rumori" sito e mailing list che sono già diventati punto di riferimento per la musica alternativa in rete.

Chi è mirko spino?
Cazzo, questa è difficile. La cronaca: un gggiovane alternativo di 26 anni nato e vissuto in provincia di milano. Sinceramente non ho nessun particolare che mi distingue dalla media dell'alternativo medio, indosso perfino i pantoloni largi con le tasche sui fianchi...:)) Il curriculum: mi sono occupato per un paio di anni ad organizzare qualche concerto, ma ho capito che è un'attività che proprio non mi piace fare. Ho suonato per un paio d'anni in un gruppo ma ho capito che è un'attività che proprio non mi piace fare, ho scritto qualcosina per jammai, blow up, equilibrio precario (e questa è una cosa che mi piace fare), poi mi sono concentrato sul sito rumori e sull'etichetta, cosa che ora mi assorbe il 90% della vita.

Qual'è la "missione" della wallace records?
Non lo so bene, al momento la cosa che mi intriga è quella di dare spazio a gruppi e permettere loro di avere una visibilità che forse con un'autoproduzione potrebbero non avere. Quando ho cominciato mi sono chiesto se c'era bisogno di un'altra etichetta indie in italia. Ero un po' dubbioso, ora credo che la risposta sia "si", ci suono buone band che faticano a trovare qualcuno che voglia investire energie su di loro. Una cosa che non mi interessa molto è diventare "grosso", il mio obiettivo non è quello di costituire una grossa etichetta indipendente, non ho ne tempo ne voglia di confrontarmi con il mercato.

La wallace è una label con aspirazioni "internazionali"?
Costituzionalmente no. Credo sia importante lavorare sul "locale", mi piace più l'idea di stampare eventualmente collaborazioni o singoli per gruppi stranieri che portino l'attenzione internazionale sull'etichetta, e quindi fondamentalmente sulle band. Comunque apprezzo molto per esempio quello che ha fatto free land con gorge trio, non escludo che in futuro io possa lavorare con band straniere non affermate, se ne avessi l'occasione. Un'altra soluzione che seguirei volentieri è quella della stampa italiana di dischi che in ogni nazione hanno la loro etichetta, una sorta di rete, anche se non si tratta di un'idea originale e ma che comunque è sempre restata sulla carta.

Come vedi, da discografico, l'attuale panorama italiano
Mi sembra qualitativamente buono soprattutto se rapportato all' europa, ma non so se questa considerazione deriva dal fatto che non conosco a fondo le realtà straniere oppure se effettivamente fuori dall'italia ci sono poche "scene" attive. Apprezzo molto le band elettroniche tedesche, ma a livello di rock mi sembra ci sia poco. Trovo insopportabili il 90% delle produzioni inglesi. Della francia conosco prohibited, pandemonium e poco altro. Per il resto mi sembra ci sia il vuoto. Ma, ripeto, probabilmente è ignoranza mia. Altro discorso se ci si rapporta agli usa, di cui siamo colonia culturale anche in ambito musicale, con poche eccezioni. Ci sono però dei casi emblematici: credo che i dischi (solo per citarne un paio) di a short apnea e madrigali magri potrebbero uscire per touch & go e ricevere i consensi meritati ovunque

Cosa consigli ai giovani artisti che vogliano proporsi alla wallace?
Di farsi almeno un disco autoprodotto. Molto spesso mi trovo a parlare con band che non hanno la minima idea delle minuscole dimensioni del giro indipendente, credono che trovare un'etichetta voglia dire in qualche modo "essere arrivati", e magari credono di guadagnare anche soldi. Questi sono dei pazzi, e sono molti. Chiaramente nel catalogo wallace ci sono anche band al loro primo cd, ma è importante per me capire che le persone con cui lavoro non si facciano illusioni di successi impossibili. Da li in poi ogni risultato positivo che ne deriva ha molto più valore.

Quante persone lavorano alla wallace?
Una, per scelta. Preferisco lavorare il triplo ma essere responsabile di tutto. Non vorrei mai trovarmi nella situazione di litigare con qualche amico perchè io voglio produrre una band e lui no. Esistono le coproduzioni per questo.... - mi spieghi il significato del logo? L'uomo con lo sguardo cattivo del logo è il marcellus wallace di pulp fiction, un film che apprezzo molto. Quando organizzavo concerti per alcune band, per simulare un'agenzia, avevo inventato il nome mr. Wolf (un altro personaggio di pulp fiction) e quindi wallace era la naturale conseguenza. A dire il vero ora non mi piace più tanto, ma ormai c'è e me lo tengo. - sei anche musicista? No, non sono capace di suonare nemmeno se mi impegno. Inoltre credo di essere privo di una seppur minima capacità compositiva, quindi meglio apprezzare quello che fanno gli altri. Cinque anni fa avevo una band, un gruppetto qualunque di noise rock che aveva azzeccatto una canzone carina su dieci, credo sia stata un'esperienza inportante per comprendere meglio le fatiche che si sobbarca un gruppo. - hai creato un sito e una mailing list che sono un punto di riferimento per i musicisti "naviganti"... E in più segui in prima persona l'etichetta. Di quante ore è fatta la tua giornata? Ho un lavoro che mi impegna fino alle 18, dopodichè mi dedico alla musica, quasi tutti i giorni compresi i weekend. In effetti dormo poco. Di sicuro potrei prendere le cose con più calma, ma non sarei soddisfatto. - quali sono stati finora i prodotti wallace? E il futuro cosa porterà? Proprio in questi giorni sto approntando le ultime uscite, riassumo: 1 "tracce" compilation cd 2 the pornography "car" cd 3 a short apnea "a short apnea" cd 4 oxbow/white tornado split cd 5 jasminshock "passing complexion" cd 6 tasaday "aprirsi nel silenzio" cd 7 bz bz ueu "uhozmerigotz" cd sono tutti dischi che mi piaciono molto, sono contento di aver contrubuito in qualche modo alla loro realizazione, forse non dovrei dirlo ma del resto è ovvio che se faccio un disco vuol dire che mi piace parecchio. In futuro (ottobre) pubblicherò due lavori: l'esordio dei vic larsen e il secondo dei madrigali magri, un gruppo e soprattutto delle persone che adoro. Poi ci sono tante fantasie e tante parole spese, ma preferisco aspettare conferme.

Credi nella rete e nella sua utilità per lo sviluppo del mercato indie?
Credo che la rete possa mettere più facilmente in contatto le realtà affini, con il mare di link e con la visibilità che può dare attraverso i motori di ricerca etc... Però se non se minimamente interessato a questo ambito non ti andrai mai a cercare "skin graft" su yahoo. Ci rende la vita più semplice, ma non allarga di molto i confini. Certo è che se oggi faccio uscire un disco posso farlo sapere in due secondi ad un migliaio di persone, cosa impensabile cinque anni fa. E' comodo, tutto qui.

Com'è la collaborazione tra labels, in italia?
Per quello che mi riguarda ottima, sono molto amico di tutte le realtà che mi interessano, ci si scambiano contatti, suggerimenti e opinioni spassionate. Anche questo è un fattore determinante per andare avanti, la guerra tra poveri sarebbe in questo caso più che mai letale. Mi piacerebbe molto poter far coproduzioni con tutte le etichette "sorelle". A tal proposito voglio citare: beware, stereosupremo, free land, bar la muerte e gamma pop. Sono gestite tutte da persone eccezionali che sono la più grossa fonte di ispiarazione e confronto per me.

I 3 dischi consigliati da mirko spino
Ne consiglirei 100 ma quello da isola deserta è "at action park" degli shellac, uno qualunque dei pan(a)sonic e poi "shrink" dei notwist. Ultimamente sto ascoltando molto il primo dei black heart procession, "full fathom six" dei six minute war madness e "uterus and fire" degli old time relijun.

L'ultimo che hai acquistato?
Con un po' di ritardo mice parade "ramda" anche se di solito li compro in blocchi in qualche mailorder e poi faccio le pigne da ascoltare