Wallace Records

Interview by Giovanni Ottini, Cool Club

Ha sede a Trezzano Rosa, alle porte di Milano, una tra le più apprezzate e interessanti etichette indipendenti italiane. E sorprende sapere che dietro al marchio "Wallace" ci sia una sola persona, che dal '99 porta avanti questa bella realtà con ortodossia "do it yourself". Mirko Spino è colui che ascolta tutti i demo, sceglie i gruppi da pubblicare, realizza le ricercate grafiche dei suoi dischi, va su e giù dalle poste con pacchi e pacchetti, cura il sito web…

Cosa sto dimenticando?
Non dimentichi niente, c'è da dire che non stiro le camicie e non importuno le fidanzate dei musicisti. Do it yourself in teoria vuol dire suonare e pubblicarsi i dischi, però è una filosofia che condivo pienamente e quindi cerco di pormi come l'elemento aggiunto del gruppo, colui che non suona ma fa gli interessi della band come se fosse parte di loro. Questo comporta uno stretto rapporto personale con i gruppi, quindi un fattore decisivo nel decidere se collaborare o meno è che io mi senta parte del combo e che loro mi accettino in quanto tale. Mi capita a volte di fare anche grafiche o promozione per amici che poi non escono su wallace. Credo comunque che non ci sia niente di particolarmente eccezionale in tutto ciò, ognuno da anima e core ad amici, famiglia, vicini di casa, associati al motoclub o compagni di merenda. Io ho la Wallace.

Cosa deve avere un gruppo perché tu ti senta, appunto, parte di loro? E parlando più strettamente di stili e generi musicali, cosa ti piace pubblicare?
E' difficile dirlo, si tratta di rapporti personali e quindi non ci sono regole affinchè nascano e si consolidino. Certamente mi verrebbe difficile lavorare con qualcuno che intende il mio lavoro come un utile trampolino di lancio in una carriera rock (cosa che peraltro non è pensabile). In linea di massima ci deve essere un minimo comune denominatore nell'intendere il modo di fare musica. Ma, ripeto, sono cose che nascono casualmente, annusandosi e chiaccherando, guai a deciderle a tavolino. Il genere musicale è spesso secondario, che non vuol dire meno importante ma intendo "non determinante" nel decidere se il gruppo mi piace o meno. Del resto il mio catalogo va dal cantautorato all'elettronica minimale, passando per una miriade di diversi stili. Non so cosa hanno in comune i dischi che pubblico, una linea di fondo ci sarà sicuramente ed è ben nascosta nei meandri del mio cervello. Probabilmente è una semplice questione di gusti. Certo che mi piacerebbe pubblicare un gruppo di heavy metal anni 80 e un disco di techno, ma non ho mai conosciuto nessuno che mi convinceva a pieno. Capiterà....

Nell'epoca delle 5000 canzoni in tasca, tu scegli di ridare dignità al supporto fonografico racchiudendo i cd in speciali confezioni, perlopiù cartonate, dalla grafica ben curata. L'ultimo album dei Rosolina Mar è disponibile anche in vinile (in passato pure One Dimensional Man, Zu, Bugo, Old Time Relijun...). E' una scelta che viene ripagata in qualche maniera?
Ripagata non certo dal punto di vista economico, dato che le confezioni costano di più ma vendo i dischi a poco prezzo. Ho notato che alcune persone, magari ai banchetti dei concerti, si convince ad acquistare i dischi perchè hanno una bella confezione. Per me comprare dischi è come comprare libri, tocchi la copertina, li metti in ordine alfabetico e te li riguardi ogni tanto. Toccare l' iPod non mi da questa sensazione :). E comunque dopo 70 dischi questo è uno dei segni distintivi dell'etichetta, che non deve essere in primo piano rispetto alla musica, ma sono parecchio affezionato alla cosa, ed aprire lo scatolone con i dischi usciti freschi freschi dalla fabbrica mi da ancora una bella sensazione.....

E nei prossimi scatoloni cosa ci sarà?
Tantissima roba...è appena uscito il nuovo dei Sedia, ed ho quasi pronto il debutto su lunga distanza per Polvere, che pubblicarono un miniCD per la wallaceMailSeries, dischi "piccoli", 8cm con una confezione particolare. Questa serie si sta per concludere con le uscite di Oleo Strut e The Shipwreck Bag Show. Poi è pronto l'album nuovo dei Rollerball e il debutto su Wallace degli Hutchinson. Quest'autunno, speriamo, ci sarà una raccolta dei SixMinuteWarMadness, forse CD+DVD. Anche il DVD per il Wallace Party di un anno e mezzo fa sta giungendo a termine. In studio poi ci sono i Bachi da Pietra, Uncode Duello, Bron y Aur, R.u.n.i., Anatrofobia, Permanent Fatal Error e un po' più in la Hell Demonio e Agatha. Mentre quest'estate insieme a Sound Metak, il negozio di Xabier Iriondo (www.soundmetak.com) inizieremo una serie di vinili in 10" split, la cui prima uscita è ZU/ICEBURN. Seguiranno lavori di Paolo Angeli, Mats Gustaffson, Sinistri, Arrington De Dionyso e poi si vedrà. Ce n'è per riempire quattro garage.....

Ho letto dal sito che la Wallace è distribuita nella Repubblica Ceca e Benelux, oltre che in Giappone e Stati Uniti. Qual è la reazione ai tuoi dischi in questi paesi?
Suscitano molta curiosità. Diciamo che il rock alternativo italiano non è troppo conosciuto all'estero, forse gli ZU sono la band più esportata che abbiamo. Tuttavia credo che la qualità sia molto elevata, quindi chi si trova in mano una band sconosciuta con un bel disco, ben prodotto, ben suonato, ben confezionato, al settantesimo numero di catalogo di un'etichetta...viene portato a pensare che ci sia una scena attiva e vitale. Con le distribuzioni estere ho iniziato a ricevere un gran numero di promo dall'estero, richieste di interviste etc... e per qualche disco anche delle vendite interessanti. Oltre a questo si sono anche aperte alcune possibilità di tour, i Sedia a fine estate potrebbero avere delle date in Repubblica Ceca e Giappone, dove i dischi Wallace sono piaciuti in maniera particolare.

Sette anni e più di settanta dischi dicevamo. Riusciresti a fare un bilancio sommario di questa esperienza? Soddisfazioni, delusioni, obbiettivi raggiunti, ripensamenti…
devo dire che in sette anni le soddisfazioni sono tante, le delusioni veramente poche e comunque marginali. col senno di poi è ovvio che qualche scelta poteva essere fatta meglio, ma nessun ripensamento, assolutamente nessun disco che ho pubblicato e che non rifarei. C'è qualche disco che mi sarebbe piaciuto pubblicare ma che poi la cosa non è andata a buon fine, qualche gruppo che ha fatto scelte che non condivido - non posso fare nomi pubblicamente - ma in linea di massima tutto perfetto. Credo che una condotta "rigorosa" in termini di scelte etiche ed estetiche alla fine paga : c'è gente che ha sentito un disco su settanta pubblicati eppure riconosce qualcosa di speciale nella wallace : direi che per uno che lavora a "tempo perso" su questa cosa è una gran bella soddisfazione...