Wallace Records

Interview by Musicboom

Mirko spino e la wallace records... Com'è cominciata?
E' cominciata nell'estate 98 "rubando" l'idea che circolava tra crunch, three second kiss, jinx e one dimensional man di fare 10" insieme.per me quel progetto non era un disco ma un piccolo manifesto dello status del noise italiano ed ho pensato di pubblicarlo...poi i costi ed il formato erano impossibili da sostenere ed è ho pensato di fare un cd allargandolo alle altre band che secondo me sono valide. Ho passato un po' di tempo a suonicchiare, a scrivacchiare di musica, ad organizzare qualche concerto etc...ma sicuramente l'attività che mi si addice di più e l'etichetta.

Qual'è la "zona musicale" in cui opera la wallace?
Postrock. Sappiamo tutti bene quanto il termine sia stupido, però serve bene ad indicare il pubblico che può seguire le mie produzioni...non posso mettere sotto un comune denominatore (nemmeno minimo) runi, pornography e tasaday. Nessuno ha niente a che fare l'uno con l'altro musicalmente, eppure credo che ascoltatori ecclettici che passano da storm & stress a mr. Quintron a mouse on mars (nei negozi li si trova tutti nello scaffale postrock) possano apprezzarli. Postrock è una parola etimologicamente contraddittoria ma è indubbiamente comoda. Ora sono pronto a ricevere email che mi danno del cretino ma siccome è un intervista dovrò pure spiegarmi...no? Comunque alla fine, sarà banale, ma la "zona musicale" è solo ed esclusivamente delimitata dai miei gusti, che tra l'altro cambiano in continuazione

Ci introdurresti alle produzioni della wallace records? Più precisamente... Cosa ti ha spinto a lavorare con le bands che hai prodotto?
Alla base c'è sempre un rapporto di amicizia. Anche di stima, ovviamente, ma nei musicisti cerco qualcosa di più. Non voglio dire che ho prodotto solo dischi di persone che conosco da anni, ma quando un disco mi piace per me è indispensabile capire prima cosa si aspetta il gruppo dall'etichetta, se ha una vaga idea della difficoltà di trovare concerti, vendere dischi o anche solo di farsi recensire... Quando capisco che si è sulla stessa linea diventa tutto più facile, ed hai guadagnato un amicizia. Dal punto di vista musicale produco solo dischi che mi piaciono moltissimo, senza nessun tipo di calcolo premeditato sul valore commerciale o meno.

Cosa deve fare una piccola realtà come la wallace per sopravvivere?
Trovarsi un lavoro con uno stipendio fisso, risparmiare sul riscaldamento d'inverno e raccimolare i soldi per stampare un disco. Una volta stampato occorre piegarsi sulla tastiera del pc e scassare le palle a mezzo mondo con email. Perdi soldi (molti) e tempo (moltissimo) ma finchè ti piace va bene così... Quando non mi andrà più di farlo o in caso di inverno molto rigido... Tanti saluti.

Hai un riferimento, un'ispirazione particolare per il tuo lavoro? Magari qualche label "storica"?
La touch & go. Amo quasi tutte le loro produzioni e il modo di lavorare, spaziano musicalmente in diversi generi ed hanno un'attitudine di chiara derivazione punk-do it yourself. Un amico mi ha detto "il tuo errore è quello di voler far funzionare l'etica del postpunk americano degli anni'80 in italia, oggi". Probabilmente è vero ma ora mi trovo molto bene così. Mi vedo meglio nella situazione di corey rusk che viene elogiato da pal jenkins che in quella della too pure che viene smerdata da jan werner.

Cosa deve avere una band per piacere a mirko spino?
Non lo so, giuro. L'attitudine del musicista credo di averla spiegata alla terza risposta, quindi non rimane che l'aspetto musicale: mi piace molto l'attenzione alla qualità suono, non a caso i miei dischi per ora sono registrati per lo più da fabio magistrali o pippo barresi. Credo che questo sia uno dei maggiori fattori di crescita nelle produzioni italiane degli ultimi anni. Poi non mi piaciono le voci, in linea di massima preferisco brani strumentali oppure considero la voce come strumento, valida per il suono che emette piuttosto che per ciò che dice. Se poi trovo un buon testo, ok, è punto in più (a contraddirmi ci sono i madrigali magri, in cui la voce di giambeppe è strumento indispensabile-al pari degli altri-e trovo ottime le liriche). Comunque mi desta l'attenzione un gruppo "personale", dato che "originale" non si può dire, ossia quello che pur non nascondendo le proprie influenze le rielabora con il proprio sentire, al punto tale da riconoscerlo anche immediatamente anche in un brano inedito.

Ora sei coinvolto "anima e core" nell'offffest. Di che cosa si tratta? E che significato credi assumerà per la scena indie italiana?
L'offfest è un meeting di etichette, fanzine e radio indipendenti, per maggiori dettagli rimando al sito http://www.wallacerecords.com/offfest o sulle pagine di music boom che è pure coinvolta. L'idea è nata dal disagio di trovarsi in altri meeting e rendersi conto che in quelle situazioni si è rappresentati culturalmente da cristina donà. Il meeting si propone di accomunare chi ha un "diverso" modo di "lavorare" rispetto a realtà istituzionalizzate. Mentre musicalmente è piuttosto diversificato: per esempio i dischi di bar la muerte sono diversi da qualli wallace, ciò non toglie che a me piaciano molto le produzioni blm e che io voglia trovarmi insieme a bruno dorella a banchettare e vendere dischi, dato che regolarmente facciamo scambi sulle nostre produzioni. Ed è così per un altra cinquantina di etichette. In questi giorni si stanno svolgendo animate discussioni sulla mailing list organizzativa del festival, e nonostante si arrivi anche ad insulti personali trovo la cosa eccitante, dato che le circa 50 email quotidiane in ml sono segno di abbondanza di idee e voglia di confronto: così nasce l'offfest, pieno di anime diverse e di incontri/scontri. All'interno dei partecipanti tutti (ed io per primo) hanno le loro perplessità però si partecipa, e questo mi sembra un buon segno. Gufo: ci saranno milioni di problemi tecnici ed organizzativi, io, flavio/stereosupremo e bruno/bar la muerte verremo lapidati in pubblico, però nasceranno scambi, coproduzioni e magari figli...comunque vorrà dire che a qualcosa è servito. Oppure sarà una merda da ogni punto di vista e comunque servirà a capire che è meglio che ci si occupa della propria etichetta e 'fanculo il resto. Me la rifai il 22 ottobre questa domanda?

Com'è la collaborazione tra etichette in italia? E coi distributori? Riuscite ad arrivare facilmente nei negozi?
Personalmente ho una fitta rete di scambi di cd, e molti altri collaborano anche più di me. Altri coltivano il proprio orticello (e non voglio dire che questo sia sbagliato). Quasi tutte le etichette sono gestite da una persona sola, quindi sono la naturale conseguenza dell'attitudine umana di quella persona, e come tale è un po' difficile trovare una regola comune. Comunque sono soddisfatto dei "giri" che ho, ed anche della distribuzione: audioglobe segue con interesse le mie uscite e mi supporta più di quanto non meriti dai risultati di vendita. Se un negozio acquista i miei dischi loro glieli mandano, fax, pubblicità e promozione ne fanno...se poi il negoziante non li acquista ci posso fare poco io ma anche il distributore, il problema di tutto è il pubblico che non compra musica, ma se vado avanti rischio di finire con il lanciare invettive sulla sottocultura musicale in italia etc... Non è il caso.

Credi nel futuro online della musica indipendente?
Credo nel presente online della musica indipendente. Non potrei fare un decimo di quello che faccio senza email e sito. Per chi ha pochi mezzi economici a disposizione per la pubblicità la rete è un veicolo immenso. Ma rimane un veicolo di comunicazione e basta. Ho poca fiducia nel fatto che gli mp3 o i real audio soppianteranno il cd. Figurati...se il vinile ha il suo zoccolo duro da anni (e nemmeno molto piccolo) come può essere soppiantato da un file? Anche i cd ormai escono quasi tutti in digipack e/o in confezioni ben curate. E' il feticcio che, nonostante sia inutile ai fini "musicali", è parte integrante del piacere dell'acquisto. Io di dischi ne ascolto parecchi ma avrò si e no 10 cd masterizzati ed nessun mp3. Ovviamente parlo di indie...per quello che riguarda le major poco mi importa se i radiohead dimezzano le vendite a causa di napster... Se tra qualche anno sparirà il supporto fisico della musica sarà perchè l'industria si metterà d'accordo per ucciderlo, rimarranno tre fabbriche di cd al mondo ed andremo tutti li.

Cosa ti manca ancora?
Una donna, una bmw cabrio e vorrei fare un viaggio a tokio. Non so cosa manca all'etichetta...sinceramente poco mi importa, sono contento dei risultati raggiunti finora e non ho ambizioni particolari...certo sarebbe bello se riuscissi a mandare le mie band in tour all'estero e a vendere qualche cd in più, giusto per recuperare i costi, ma mi sa che ho sbagliato settore....