Interview by Musicboom
Mirko spino e la wallace records... Com'è cominciata?Qual'è la "zona musicale" in cui opera la wallace?
Postrock. Sappiamo tutti bene quanto il termine sia stupido, però serve
bene ad indicare il pubblico che può seguire le mie produzioni...non
posso mettere sotto un comune denominatore (nemmeno minimo) runi, pornography
e tasaday. Nessuno ha niente a che fare l'uno con l'altro musicalmente, eppure
credo che ascoltatori ecclettici che passano da storm & stress a mr. Quintron
a mouse on mars (nei negozi li si trova tutti nello scaffale postrock) possano
apprezzarli. Postrock è una parola etimologicamente contraddittoria
ma è indubbiamente comoda. Ora sono pronto a ricevere email che mi
danno del cretino ma siccome è un intervista dovrò pure spiegarmi...no?
Comunque alla fine, sarà banale, ma la "zona musicale" è
solo ed esclusivamente delimitata dai miei gusti, che tra l'altro cambiano
in continuazione
Ci introdurresti alle produzioni della wallace records? Più precisamente...
Cosa ti ha spinto a lavorare con le bands che hai prodotto?
Alla base c'è sempre un rapporto di amicizia. Anche di stima, ovviamente,
ma nei musicisti cerco qualcosa di più. Non voglio dire che ho prodotto
solo dischi di persone che conosco da anni, ma quando un disco mi piace per
me è indispensabile capire prima cosa si aspetta il gruppo dall'etichetta,
se ha una vaga idea della difficoltà di trovare concerti, vendere dischi
o anche solo di farsi recensire... Quando capisco che si è sulla stessa
linea diventa tutto più facile, ed hai guadagnato un amicizia. Dal
punto di vista musicale produco solo dischi che mi piaciono moltissimo, senza
nessun tipo di calcolo premeditato sul valore commerciale o meno.
Cosa deve fare una piccola realtà come la wallace per sopravvivere?
Trovarsi un lavoro con uno stipendio fisso, risparmiare sul riscaldamento
d'inverno e raccimolare i soldi per stampare un disco. Una volta stampato
occorre piegarsi sulla tastiera del pc e scassare le palle a mezzo mondo con
email. Perdi soldi (molti) e tempo (moltissimo) ma finchè ti piace
va bene così... Quando non mi andrà più di farlo o in
caso di inverno molto rigido... Tanti saluti.
Hai un riferimento, un'ispirazione particolare per il tuo lavoro? Magari
qualche label "storica"?
La touch & go. Amo quasi tutte le loro produzioni e il modo di lavorare,
spaziano musicalmente in diversi generi ed hanno un'attitudine di chiara derivazione
punk-do it yourself. Un amico mi ha detto "il tuo errore è quello
di voler far funzionare l'etica del postpunk americano degli anni'80 in italia,
oggi". Probabilmente è vero ma ora mi trovo molto bene così.
Mi vedo meglio nella situazione di corey rusk che viene elogiato da pal jenkins
che in quella della too pure che viene smerdata da jan werner.
Cosa deve avere una band per piacere a mirko spino?
Non lo so, giuro. L'attitudine del musicista credo di averla spiegata alla
terza risposta, quindi non rimane che l'aspetto musicale: mi piace molto l'attenzione
alla qualità suono, non a caso i miei dischi per ora sono registrati
per lo più da fabio magistrali o pippo barresi. Credo che questo sia
uno dei maggiori fattori di crescita nelle produzioni italiane degli ultimi
anni. Poi non mi piaciono le voci, in linea di massima preferisco brani strumentali
oppure considero la voce come strumento, valida per il suono che emette piuttosto
che per ciò che dice. Se poi trovo un buon testo, ok, è punto
in più (a contraddirmi ci sono i madrigali magri, in cui la voce di
giambeppe è strumento indispensabile-al pari degli altri-e trovo ottime
le liriche). Comunque mi desta l'attenzione un gruppo "personale",
dato che "originale" non si può dire, ossia quello che pur
non nascondendo le proprie influenze le rielabora con il proprio sentire,
al punto tale da riconoscerlo anche immediatamente anche in un brano inedito.
Ora sei coinvolto "anima e core" nell'offffest. Di che cosa
si tratta? E che significato credi assumerà per la scena indie italiana?
L'offfest è un meeting di etichette, fanzine e radio indipendenti,
per maggiori dettagli rimando al sito http://www.wallacerecords.com/offfest
o sulle pagine di music boom che è pure coinvolta. L'idea è
nata dal disagio di trovarsi in altri meeting e rendersi conto che in quelle
situazioni si è rappresentati culturalmente da cristina donà.
Il meeting si propone di accomunare chi ha un "diverso" modo di
"lavorare" rispetto a realtà istituzionalizzate. Mentre musicalmente
è piuttosto diversificato: per esempio i dischi di bar la muerte sono
diversi da qualli wallace, ciò non toglie che a me piaciano molto le
produzioni blm e che io voglia trovarmi insieme a bruno dorella a banchettare
e vendere dischi, dato che regolarmente facciamo scambi sulle nostre produzioni.
Ed è così per un altra cinquantina di etichette. In questi giorni
si stanno svolgendo animate discussioni sulla mailing list organizzativa del
festival, e nonostante si arrivi anche ad insulti personali trovo la cosa
eccitante, dato che le circa 50 email quotidiane in ml sono segno di abbondanza
di idee e voglia di confronto: così nasce l'offfest, pieno di anime
diverse e di incontri/scontri. All'interno dei partecipanti tutti (ed io per
primo) hanno le loro perplessità però si partecipa, e questo
mi sembra un buon segno. Gufo: ci saranno milioni di problemi tecnici ed organizzativi,
io, flavio/stereosupremo e bruno/bar la muerte verremo lapidati in pubblico,
però nasceranno scambi, coproduzioni e magari figli...comunque vorrà
dire che a qualcosa è servito. Oppure sarà una merda da ogni
punto di vista e comunque servirà a capire che è meglio che
ci si occupa della propria etichetta e 'fanculo il resto. Me la rifai il 22
ottobre questa domanda?
Com'è la collaborazione tra etichette in italia? E coi distributori?
Riuscite ad arrivare facilmente nei negozi?
Personalmente ho una fitta rete di scambi di cd, e molti altri collaborano
anche più di me. Altri coltivano il proprio orticello (e non voglio
dire che questo sia sbagliato). Quasi tutte le etichette sono gestite da una
persona sola, quindi sono la naturale conseguenza dell'attitudine umana di
quella persona, e come tale è un po' difficile trovare una regola comune.
Comunque sono soddisfatto dei "giri" che ho, ed anche della distribuzione:
audioglobe segue con interesse le mie uscite e mi supporta più di quanto
non meriti dai risultati di vendita. Se un negozio acquista i miei dischi
loro glieli mandano, fax, pubblicità e promozione ne fanno...se poi
il negoziante non li acquista ci posso fare poco io ma anche il distributore,
il problema di tutto è il pubblico che non compra musica, ma se vado
avanti rischio di finire con il lanciare invettive sulla sottocultura musicale
in italia etc... Non è il caso.
Credi nel futuro online della musica indipendente?
Credo nel presente online della musica indipendente. Non potrei fare un decimo
di quello che faccio senza email e sito. Per chi ha pochi mezzi economici
a disposizione per la pubblicità la rete è un veicolo immenso.
Ma rimane un veicolo di comunicazione e basta. Ho poca fiducia nel fatto che
gli mp3 o i real audio soppianteranno il cd. Figurati...se il vinile ha il
suo zoccolo duro da anni (e nemmeno molto piccolo) come può essere
soppiantato da un file? Anche i cd ormai escono quasi tutti in digipack e/o
in confezioni ben curate. E' il feticcio che, nonostante sia inutile ai fini
"musicali", è parte integrante del piacere dell'acquisto.
Io di dischi ne ascolto parecchi ma avrò si e no 10 cd masterizzati
ed nessun mp3. Ovviamente parlo di indie...per quello che riguarda le major
poco mi importa se i radiohead dimezzano le vendite a causa di napster...
Se tra qualche anno sparirà il supporto fisico della musica sarà
perchè l'industria si metterà d'accordo per ucciderlo, rimarranno
tre fabbriche di cd al mondo ed andremo tutti li.
Cosa ti manca ancora?
Una donna, una bmw cabrio e vorrei fare un viaggio a tokio. Non so cosa manca
all'etichetta...sinceramente poco mi importa, sono contento dei risultati
raggiunti finora e non ho ambizioni particolari...certo sarebbe bello se riuscissi
a mandare le mie band in tour all'estero e a vendere qualche cd in più,
giusto per recuperare i costi, ma mi sa che ho sbagliato settore....