Breve storia dell'etichetta
Nasce per fare un compilation e sopravvive a stenti fino ad oggi. Non nasce
con grosse ambizioni e quindi tutto ciò che è arrivato è
sempre stato un successo
dalle collaborazioni e contatti con grandi persone,
con i miei gruppi preferiti, ai contatti internazionali, agli attestati di
stima.
Quali etichette vi hanno ispirato?
Le etichette, o più in generale la "scena" del postpunk americano
di fine ottanta/inizio novanta: Touch & Go, Dischord e SST su tutte, più
avanti Skin Graft. Poi ad aiutare l'idea che la cosa era fattibile hanno contribuito
anche italiani quali Blu Bus, Vacation House, Green e Freeland. Comunque per
me rimane sempre e solo escluviamente una questione di punk diy. Lo so che
sembra strano per un'etichetta che viene presentata come produttrice di rumori
casuali ed inascoltabili, ma mi sono mai scostato da questa ispiazione e da
questo gusto. Chi la chiama coerenza, chi ottusa immobilità.
La prima uscita: cosa ricordate?
Era carina ed eravamo innamorati. Mi piace pensare che, inconsciamente, era
già scritto tutto li: era una compilation nella quale la metà
dei gruppi hanno poi pubblicato dischi su Wallace (l'altra metà si
è sciolta), in cui si andava dall'hardcore all'avanguardia rock. Ne
sono ancora orgoglioso, è una bella fotografia dell'underground italiano
nel 99.
L'uscita-chiave?
Nessuna. Non ho mai avuto nessuna svolta nelle vendite o nella visibilità,
ed è esattamente quello che cerco. Non mi interessa trovare un disco
che possa sfondare, quanto la generale qualità del catalogo. Inoltre
- avendo capito un minimo come funzionano le cose - anche se avessi per le
mani un disco dei Black Flag non andrei oltre le mie solite recensioni e quattro
copie distribuite. Il mercato discografico funziona come tutti mercati: investi,
promuovi, vendi, incassi. Io non faccio niente di tutto questo, che è
il contorno del realizzare un disco.
L'uscita più sottovalutata?
A giudicare delle vendite
tutte. Entrando nel dettaglio mi accorgo
purtroppo di come vengono liquidati come eccessivamente sperimentali alcuni
dischi che hanno grande anima e cuore. Solamente richiedono un ascolto inziale
meno superficiale. L'esempio ecclatante sono gli A Short Apnea, dei quali
ancora oggi c'è chi riscopre entusiasta i dischi dicendo che ne aveva
sentito parlare male.
Il sogno: di chi vorreste pubblicare un disco?
Shellac e Fugazi. Magari uno split. Ma alla fine non me ne frega un cazzo
dei sogni. Bevo vino e dormo pesante
sogno poco. Anzi
beccati la
rispostina filo-aziendale
i dischi dei sogni li ho già pubblicati.
In quanti ci lavorate? Dove?
I gruppi ci lavorano nel registrare, mixare e masterizzare, purtroppo senza
grande supporto da parte mia per questioni di tempo ed incapacità di
capire come funzionano quelle manopole con la scritta in/out. La parte esecutiva
che viene poi nella realizzazione del disco è tutta a carico mia: la
promozione, il sito, i contatti etc
non ho modo di curare il booking.
Insomma, la wallace in quanto tale sono solo io, ma mi circondo di ottimi
consiglieri.
Futuro immediato o meno?
Nell'immediato spero di passare indenne questo momento pressante in cui sto
facendo molte uscite che tanto mi esaltano quanto richiedono energie, e di
riuscire a fare girare un po' di più i dischi che ho pubblicato, perché
così non si tira avanti ancora molto. Passato questo, conto di continuare
a fare quello che ho fatto fino ad oggi, come l'ho fatto fino ad oggi.