Wallace Records

Interview by Rocco Rossitto, Universitinforma

Quando, dove, come e perchè nasce wallacerecords. e il nome?
Nasce nel secolo scorso, proprio alla fine, nel 99. Un etichetta che attraversa due secoli di questi tempi è proprio rara.....Wallace esiste nella periferia (più bucolica che urbana) est di Milano, che per quanto sia una pessima città, rappresenta il centro delle attività dell'etichetta...la scelta del nome non è molto significativa, si tratta di un omaggio a Marcellus Wallace, gangster di Pulp Fiction. E nasce perchè al tempo mi sembrava esserci un buco tra il rock "over" e quello "under", sentivo di poter fare qualcosa per dare una mano ai gruppi a realizzare, con forme vicine e simili al do it yourself, dischi che mi piacevano.

Chi l'ha fondata, in quanti ci lavorate, riuscite a camparci?
In questo sono factotum, da direttore generale dell'etichetta a smistatore della posta. Ci sono solo io alla Wallace, mi occupo di tutti gli aspetti ad eccezione dei concerti, per i quali i gruppi sono indipendenti oppure si appoggiano ad agenzie di booking. Il fatto di fare tutto mi stressa un po' e delle volte combino cazzate ma sono molto geloso del mio lavoro e non delego ad altri...è il mio divertimento. E come tutti i divertimenti si paga, infatti io ho un lavoro aziendale da 12 ore al giorno con il quale, la sera, mi posso permettere il lusso di stare al computer ad occuparmi dell'etichetta e sperperare tutto lo stipendio. Che culo eh?

Quanti dischi vendete? qual'è il disco che avete venduto di più?
Pochi, troppo pochi ultimamente. La distribuzione è in calo per tutti, e se già le musiche - non proprio pop - che pubblico hanno un mercato difficile, senza una particolare attenzione diventano quasi impossibili da piazzare. Funziona meglio nei live, dove i gruppi ed i loro concerti di ottima qualità convincono il pubblico ad acquistare i dischi, che tra l'altro costano poco ed hanno confezioni ben curate. I dischi che ho venduto di più sono A Short Apnea, Rosolina Mar, Bachi da Pietra, Runi, Bron y Aur, Zu, One Dimensional man

Siete presenti all'estero come vendita e tour?
Ho alcuni distributori in Europa, Usa e Giappone. lavorano molto bene e ci mettono molta attenzione sui miei dischi. Questo facilita anche i tour, Polvere sono stati in Giappone due mesi fa, Mattia a Gennaio sarà in Repubblica Ceca e i Rosolina questa settimana in Spagna, Zu sono in giro per il mondo continuamente ... queste cose danno molta soddisfazione.

Come scegliete le vostre band?
Con molto istinto e poco ragionamento. Va da sè che il disco mi deve piacere,e poi deve esserci nelle persone qualcosa che mi convinca di collaborare con loro. Quando faccio un disco mi incontro spesso con i gruppi, facciamo le copertine, sono ospiti a casa mia ed a casa loro...se in tutto ciò non ci fosse il piacere dui stare con delle persone interessanti sarebbe un supplizio, scegliendo bene le persone invece diventa un vero piacere condividere questi momenti con loro. Raramente mi è capitato di ricevere un demo e decidere di lavorare su quel disco, anzi, credo mai.

Che peso ha internet nel vostro business e in generale sulla vita di wallace?
Gioie e dolori. E' molto comodo per comunicare con 100 persone al giorni (a telefono sarebbe difficile) e per scambiarsi lavori, per promozionare i dischi etc... d'altra parte sappiamo che i dischi si trovano tutti in peer to peer e per molti questo vuol dire rendere inutile l'acquisto del cd. Per me la vendita di dischi è puramente la sottoscizione al progetto, una sorta di recupero spese senza fini di lucro, e senza il recupero spese ovviamente si va a morire. Un fenomeno recente che mi da da pensare è quello di myspace... inizio a ricevere meno CD in cassetta della posta (che comunque rimangono almeno una decina alla settimana) ed un bombardamento di richieste di ascoltare la musica di un gruppo su myspace, circa 100 alla settimana.

Come definiresti la musica che esce fuori dalla vostra etichetta?
(nota x Rocco : se ho capito bene la domanda intendi dire "come definiresti la musica pubblicata dalla vostra etichetta?" e non "come definiresti la musica esterna alla vostra etichetta". Rispondo alla prima vesrione che mi sembra più sensata ok?) La definisco Rock, nel senso che in eventuale scelta di macrocategorie Rock, Pop, Jazz, Elettronica, Blues, Classica.... si tratta di Rock. Ed è ancora più rock e punk lo spirito che ci sta dietro, sia mio che quello dei gruppi coinvolti. Poi stilisticamente ci puoi trovare jazz, folk, hardcore, elettroacustica, improvvisazione, elettronica, hardrock, industrial, noise, funk e tanto altro ancora.....